Il protesto è la certificazione ufficiale del mancato pagamento di un assegno o di una cambiale.
Se lo noti nel profilo di un cliente o di un fornitore, è un'informazione da saper leggere: offre un'indicazione sulla sua storia dei pagamenti, ma va interpretata con attenzione.
Vediamo cos'è il protesto, come viene registrato e come valutarlo quando compare nella scheda di un'azienda.
Il protesto è l'atto con cui un pubblico ufficiale certifica che un assegno o una cambiale non è stato pagato alla scadenza. In pratica, attesta in modo ufficiale che un pagamento dovuto non è avvenuto.
Questo atto, chiamato levata del protesto, viene redatto da una figura autorizzata (di norma un notaio o un ufficiale giudiziario) e assume valore legale. Da quel momento il mancato pagamento non resta un fatto privato tra le due parti ma diventa un'informazione pubblica, consultabile da chiunque
I protesti confluiscono nel Registro Informatico dei Protesti, gestito dalle Camere di Commercio. È un archivio pubblico: chiunque può verificare se un'azienda o una persona ha protesti a proprio carico.
Un protesto non resta iscritto per sempre. In genere viene cancellato dopo cinque anni, oppure prima se il debito viene saldato e si richiede la cancellazione del protesto. Per questo, quando valuti un'azienda, è importante verificare non solo la presenza di un protesto ma anche la sua data: un protesto recente ha un peso diverso rispetto a uno molto datato.
Trovare un protesto nel profilo di un cliente o fornitore è un segnale di attenzione. Indica che in passato è stato onorato un pagamento, ma da solo non rappresenta l’intera situazione dell’azienda.
Prima di trarre conclusioni conviene considerare alcuni elementi.
Un protesto isolato e datato, quindi, non equivale a una sentenza sull'affidabilità di un'azienda. È un’informazione da leggere insieme alle altre, come le eventuali pregiudizievoli o una procedura concorsuale in corso.
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