La probabilità di default è una stima, espressa in percentuale, del rischio che un'azienda non riesca a far fronte ai propri debiti in un determinato periodo di tempo.
A differenza di altri dati non fotografa la situazione presente ma offre un’ipotesi sul futuro: prova a stimare quanto è probabile che questo cliente non paghi.
Vediamo cos'è la probabilità di default, come si distingue dal rating creditizio e come usarla nelle decisioni di tutti i giorni.
La probabilità di default, indicata anche con la sigla PD, misura la possibilità che un'azienda diventi insolvente, cioè che non riesca a pagare quanto dovuto entro un certo orizzonte temporale, di solito i dodici mesi successivi.
Viene espressa come una percentuale: una probabilità di default del 2% indica un rischio contenuto, una del 20% un rischio molto più elevato. Il suo valore sta nel carattere prospettico, perché non descrive cosa è successo ma stima cosa potrebbe accadere, offrendo un'indicazione utile prima di impegnarsi in un rapporto commerciale.
Rating creditizio e probabilità di default sono strettamente collegati, ma non sono la stessa cosa.
Il rating è un giudizio di sintesi, espresso con una sigla in lettere (per esempio AAA o B), che colloca l'azienda in una classe di affidabilità. La probabilità di default è invece un numero puntuale, che quantifica in percentuale il rischio di insolvenza.
Si può dire che il rating è l'etichetta e la probabilità di default è la misura che sta sotto quell'etichetta. A ogni classe di rating, infatti, corrisponde in genere un intervallo di probabilità di default: più il rating è basso, più la probabilità di default cresce. Guardarli insieme aiuta a capire non solo in quale classe si trova un'azienda ma anche quanto è concreto il rischio.
La probabilità di default viene calcolata da modelli statistici che incrociano molte informazioni sull'azienda. Tra le principali ci sono i dati di bilancio, lo storico dei pagamenti, il settore di attività e l'andamento economico generale.
Non è un calcolo che si fa a mano: viene elaborato da società specializzate, aggiornandolo man mano che sono disponibili nuovi dati. Per chi deve prendere una decisione commerciale non serve conoscere la formula, ma sapere leggere il risultato e usarlo al momento giusto.
La probabilità di default diventa utile quando si traduce in scelte concrete. Qualche esempio pratico.
Usata così, la probabilità di default non serve a rifiutare clienti ma a modulare le condizioni in base al rischio reale, gestendo con più serenità il credito commerciale.
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