Gli esportatori abituali hanno la possibilità di effettuare acquisti o importare beni e servizi senza applicare l’IVA, inviando una specifica comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Si tratta della dichiarazione d’intento, che attesta per l’appunto la richiesta di avvalersi dell’esonero dall’IVA sui beni e servizi acquistati, destinati all’esportazione.
In questo caso i fornitori degli esportatori dovranno seguire regole specifiche in merito alla fatturazione elettronica delle operazioni.
La dichiarazione d'intento è un documento telematico con cui gli esportatori abituali manifestano la volontà di acquistare beni o servizi senza l'applicazione dell'IVA, nei limiti di un determinato ammontare (denominato plafond).
La possibilità di operare in esenzione IVA è ammessa per i soggetti che nei 12 mesi precedenti hanno effettuato esportazioni o altre operazioni assimilate per un valore superiore al 10% del totale del volume d’affari.
Il regime di esenzione si applica ai beni e servizi destinati all’esportazione, che quindi non devono essere utilizzati sul territorio nazionale.
Il meccanismo di applicazione della dichiarazione d’intento prevede, in sintesi, tre passaggi operativi:
I fornitori che vendono merci o servizi a esportatori abituali dovranno seguire regole specifiche per la compilazione delle fatture elettroniche.
In caso di applicazione del regime di esenzione IVA, si dovrà indicare nell’XML della fattura gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.
Occorrerà poi inserire:
I beni e/o servizi venduti dovranno essere assoggettati all’aliquota IVA non imponibile, utilizzando nel campo 2.2.1.14 il codice natura N. 3.5 (non imponibili - a seguito di dichiarazioni d’intento).
Per le operazioni di importo superiore a 77,47 euro bisognerà infine versare l’imposta di bollo, compilando il blocco < DatiBollo > all'interno della sezione < DatiGeneraliDocumento >.