Fattura elettronica architetto: regole, cassa e regime forfettario

La fatturazione elettronica per gli architetti segue regole specifiche: dalla gestione dei contributi, fino al regime forfettario, la guida puntuale alle istruzioni da seguire.

Autore: Fatture in Cloud

 

fattura elettronica architetto

Sei un architetto e vuoi conoscere come gestire la tua fatturazione senza stress? Sei nel posto giusto.

La professione dell'architetto ha delle regole di fatturazione molto specifiche, che riguardano la cassa previdenziale (Inarcassa o INPS), le ritenute e la gestione delle spese.

In questa guida pratica vedremo passo dopo passo come emettere una fattura elettronica a prova di errore, sia che tu trovi nel regime forfettario sia in quello ordinario.

 

Fattura elettronica: cos’è e quando si emette

La fattura elettronica è un documento digitale in formato .xml che, invece di essere stampato o inviato per email come un normale PDF, viene trasmesso direttamente all'Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio (SDI).

Come architetto, sei obbligato a emettere fattura elettronica per qualsiasi prestazione professionale verso:

  • altre aziende o professionisti (B2B);
  • privati cittadini (B2C);
  • Pubblica Amministrazione (PA) (es. Comuni, Regioni, scuole).

La regola generale prevede che la fattura vada inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell'operazione (che per i servizi coincide di norma con il momento in cui ricevi il pagamento).

 

Parcella o fattura? Facciamo chiarezza

Nel mondo professionale si parla spesso "parcella" o "avviso di parcella". Che differenza c'è rispetto alla fatturazione elettronica?

L’avviso di parcella (o proforma) è un documento senza valore fiscale.

Serve a comunicare al cliente il dettaglio dei tuoi compensi e delle spese per richiederne il pagamento.

Visto che secondo il principio di cassa, che regola la tassazione dei professionisti, le imposte si pagano su quanto effettivamente incassato, inviare una proforma ti permette di evitare di anticipare l'IVA o le imposte su cifre che non hai ancora effettivamente ricevuto.

La fattura (o parcella definitiva) è invece il documento fiscale vero e proprio. Va emesso obbligatoriamente non appena ricevi il pagamento dell’avviso di parcella.

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Come compilare la fattura elettronica di un architetto: campi chiave

La compilazione della fattura elettronica richiede particolare attenzione su alcuni campi specifici, con delle peculiarità che si legano alle caratteristiche della professione di architetto.

In primo luogo, dovrai inserire con attenzione i tuoi dati, indicando nello specifico nome, cognome, partita IVA, codice fiscale e indirizzo dello studio.

Particolare cura dovrai poi prestare alla sezione relativa ai dati del cliente.

Se si tratta di un’azienda o di un collega, avrai bisogno di conoscere due informazioni fondamentali:

  • partita IVA;
  • Codice Destinatario (codice di 7 cifre) o PEC per recapitare la fattura.

Se hai svolto una prestazione nei confronti della Pubblica Amministrazione, avrai bisogno del Codice Univoco Ufficio (CUU) fornito dall'ente e dovrai attivare la modalità Split Payment (scissione dei pagamenti).

Con lo Split Payment modalità l'ente pubblico "scinde" il pagamento della tua fattura e a te verrà pagato solo il compenso netto e la cassa previdenziale. L’IVA sarà trattenuta dall’Ente e versata direttamente allo Stato.

Se invece il tuo cliente è un privato, basteranno nome, cognome e codice fiscale. Nel campo relativo al Codice Destinatario bisognerà invece inserire sette zeri (0000000).

Leggi la guida completa per compilare una fattura elettronica.

Cassa Previdenziale: INARCASSA o Gestione Separata INPS?

Nella gestione della fatturazione elettronica per gli architetti, uno degli aspetti principali a cui prestare attenzione riguarda l’addebito dei contributi previdenziali.

Per gli iscritti all’Albo, che non hanno altre coperture previdenziali obbligatorie, si applica il contributo INARCASSA integrativo del 4% sul compenso netto. Si tratta di una voce di costo da aggiungere al proprio onorario, che è addebitata al cliente ed è soggetta ad IVA per gli architetti che applicano il regime ordinario.

In pratica, sul compenso dovuto per il lavoro che hai svolto dovrai aggiungere il 4% a titolo di contributo integrativo. Il risultato finale di questa somma rappresenta il totale della fattura a carico del cliente.

Chi non ha invece i requisiti per l’iscrizione a INARCASSA ed è invece iscritto alla Gestione separata, potrà applicare la rivalsa INPS del 4%. In questo caso non si tratta di un obbligo, ma di una possibilità, che permette di addebitare in fattura al cliente una parte del costo dei contributi previdenziali a proprio carico.

Scopri di più sulla Gestione Separata INPS.

Fattura elettronica architetti e ritenuta d’acconto

Se operi in regime ordinario, e il tuo cliente è un titolare di partita IVA (ad esempio un’azienda, un condominio o un altro professionista), dovrai applicare in fattura la ritenuta d’acconto del 20% sul tuo compenso.

Questa cifra verrà trattenuta dal cliente, che provvederà a versarla allo Stato per tuo conto: si tratta di un anticipo delle imposte che dovrai poi versare dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’applicazione della ritenuta non è prevista se operi verso privati.

Spese documentate, rimborsi e oneri accessori: come gestirli in fattura?

Oltre alla gestione operativa della fatturazione elettronica, come architetto ti capiterà nel corso delle tue attività di sostenere delle spese per conto del cliente.

Anche su questo fronte dovrai prestare attenzione e, all’interno della fattura dovrai gestire i costi in questo modo:

  • spese documentate sostenute in nome e per conto del cliente (ad esempio, i diritti di segreteria per la presentazione di una CILA intestati al cliente): non fanno parte del tuo reddito, sono escluse da IVA (Art. 15 DPR 633/72) e su di esse non si calcola la cassa previdenziale;
  • rimborsi spese forfettari o non documentati (ad esempio la benzina o i pasti per i sopralluoghi): queste voci si sommano al tuo compenso: su di esse calcoli sia la cassa previdenziale (4%) sia l'IVA (se dovuta).

 

Fattura elettronica per architetti in regime ordinario o forfettario

A seconda del tuo regime fiscale, la struttura della fattura cambia radicalmente.

Per quel che riguarda l’IVA, è noto che la gestione dell’imposta segue due binari differenti a seconda del regime applicato:

  • in regime forfettario si applica l’esenzione dall’IVA. Questo significa che non devi aggiungere il 22% al prezzo delle tue prestazioni. Nella fattura elettronica dovrai inserire diciture che spiegano perché non stai inserendo IVA e ritenuta (es. "Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014").
  • in regime ordinario devi obbligatoriamente aggiungere l’IVA del 22%. Questa percentuale si calcola sulla somma del tuo compenso più il 4% di Inarcassa. La quota di IVA dovrà essere versata allo Stato. 

Non cambiano invece le regole relative alla cassa previdenziale.

Sia nel regime forfettario che nell'ordinario, come architetto iscritto all'Albo hai l'obbligo di inserire in fattura il contributo integrativo INARCASSA del 4%, calcolato sul tuo compenso netto. In entrambi i casi, questo 4% viene pagato dal cliente e serve a finanziare la tua previdenza.

La ritenuta d’acconto, che, come abbiamo visto, è una sorta di "anticipo sulle tasse", cambia totalmente tra i due regimi:

  • in regime forfettario non si applica mai. Quando emetti una fattura a un'azienda o a un altro professionista, questi ti pagheranno il 100% dell'importo dovuto, senza trattenere nulla. Sarai tu, l'anno successivo in sede di dichiarazione dei redditi, a pagare le tasse su quanto incassato;
  • in regime ordinario si applica invece la ritenuta d'acconto del 20% (calcolata solo sul tuo compenso netto), se il tuo cliente è una Partita IVA, un'azienda o un condominio (i cosiddetti "sostituti d'imposta"). In questo caso, il cliente non versa a te quel 20%, ma lo trattiene e lo versa direttamente allo Stato a nome tuo, come anticipo sulle tue tasse. Se invece il tuo cliente è un privato cittadino, la ritenuta non si applica.

Anche la gestione del bollo dipende dal regime fiscale:

  • in regime forfettario, poiché le tue fatture non hanno l'IVA, lo Stato richiede l'applicazione di una marca da bollo virtuale da 2,00€ su tutte le fatture che superano l'importo di 77,47€. Puoi decidere se addebitare questi 2 euro al cliente (inserendoli in fattura) o pagarli tu.
  • in regime ordinario non si applica mai sulle prestazioni professionali, perché la fattura è già assoggettata all'IVA (che è un'imposta alternativa al bollo).

 

Elemento in fattura

Regime Ordinario

Regime Forfettario

IVA (22%)

Sì, si applica sul compenso e sulla cassa.

No, non si applica. Va inserita la dicitura di esenzione.

Cassa (Inarcassa 4%)

Sì.

Sì.

Ritenuta d'acconto (20%)

Sì (se il cliente è P.IVA/Azienda).

No, non si applica mai. Va inserita la nota di esenzione.

Imposta di bollo (2€)

No.

Sì, se la fattura supera i 77,47€.

Un esempio pratico di fattura in regime ordinario o forfettario

Analizzate le istruzioni più importanti da seguire, facciamo un esempio pratico relativo alla compilazione di una fattura, immaginando che tu debba fatturare a un’azienda cliente un compenso di 1.000 euro, con il calcolo di tutte le componenti da inserire.

Fattura in regime forfettario
  1. Onorario professionale: 1.000,00€
  2. Contributo Inarcassa (4% di 1.000€): + 40,00€
  3. Imposta di bollo: + 2,00€ (perché superi i 77,47€)
  4. IVA (0%): 0,00€
  5. Ritenuta d'acconto (0%): 0,00€
  6. Totale che il cliente ti bonificherà: 1.042,00€
Fattura in regime ordinario
  1. Onorario professionale: 1.000,00€
  2. Contributo Inarcassa (4% di 1.000€): + 40,00€
  3. Base imponibile IVA (1.000 + 40): 1.040,00€
  4. IVA (22% su 1.040€): + 228,80€
  5. Totale lordo della fattura: 1.268,80€
  6. Ritenuta d'acconto (20% solo su onorario di 1.000€): - 200,00€
  7. Totale che il cliente ti bonificherà (Netto a pagare): 1.068,80€ (I 200€ della ritenuta verranno versati dal cliente allo Stato a tuo nome).

 

Elemento in fattura

Regime Forfettario

Regime Ordinario

Onorario professionale

1.000,00€

1.000,00€

Contributo Inarcassa (4%)

+ 40,00€

+ 40,00€

IVA (22%)

0,00€ (Esente)

+ 228,80€ (su 1.040€)

Ritenuta d'acconto (20%)

0,00€

- 200,00€ (solo su onorario)

Imposta di bollo

+ 2,00€

0,00€

 Totale bonifico

1.042,00€

1.068,80€

Leggi la guida completa sul regime forfettario.

 

La detraibilità della fattura da parte del cliente

I tuoi clienti privati spesso ti chiederanno la fattura per poter accedere ai bonus edilizi (es. bonus ristrutturazioni o ecobonus).

Come architetto, le tue spese di progettazione e direzione lavori sono interamente detraibili insieme ai costi dei lavori edili.

Cosa devi fare tu? Nulla di particolare nella compilazione, ma è fondamentale che il cliente paghi la tua fattura tramite il cosiddetto "bonifico parlante" (bancario o postale) per ristrutturazione edilizia, inserendo la norma corretta, il tuo codice fiscale/P.IVA e il numero della tua fattura.

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Architetti, le peculiarità del settore

L’analisi puntuale delle istruzioni relative alla fatturazione elettronica mette in evidenza le peculiarità del settore rispetto ad altri professionisti.

In primis il legame con l’Albo e Inarcassa, che è indipendente dal regime fiscale adottato.

Ci sono poi aspetti specifici che dovrai considerare in relazione al perimetro dei tuoi clienti, come nel caso della fatturazione verso condomini. Gli architetti operano spesso con questa categoria di controparti, e il condominio in quanto “sostituto d’imposta” porta alla necessità di applicare la ritenuta d’acconto del 20%.

Ultimo aspetto, ma non per importanza, riguarda la gestione dei cantieri lunghi. In caso di progetti che durano più mesi o addirittura anni, diventa fondamentale padroneggiare l'uso degli stati di avanzamento lavori (SAL) e dei relativi avvisi di parcella proforma per non avere squilibri di cassa finanziari prima della fine del progetto.

Tutto questo rende ancor più importante dotarsi degli strumenti tecnici e operativi migliori, per permetterti di fatturare senza errori e senza affanno.