Capitolo 5.2

Gestione separata INPS: la pensione per i professionisti senza cassa

Versare i contributi all’INPS è un obbligo anche per un freelance. I liberi professionisti senza cassa devono registrarsi alla Gestione separata INPS: vediamo cos’è, come fare l'iscrizione e quanto pagare, con le aliquote aggiornate al 2022.

Autore: Fatture in Cloud

Dal tipo di attività che svolgi dipende l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS e l’obbligo (o la facoltà) di stipulare assicurazioni professionali. Se ti stai chiedendo cosa siano Cassa previdenziale, Gestione separata e assicurazioni professionali, niente paura! Facciamo luce su ognuno di questi argomenti.

Chi sono i liberi professionisti senza cassa

I liberi professionisti senza cassa sono tutti i lavoratori indipendenti che svolgono un’attività professionale non regolamentata da un Albo. Per loro la regola generale è questa: sono obbligati al versamento di un contributo previdenziale sulla base del reddito generato dal loro lavoro autonomo e devono iscriversi alla gestione previdenziale amministrata dall’INPS, la Gestione Separata.

Gestione separata: cos’è e come iscriversi

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico a cui devono registrarsi lavoratori autonomi e liberi professionisti senza cassa. Alcuni professionisti (come avvocati, notai, medici) hanno, infatti, una Cassa previdenziale dedicata alla loro attività. Se non rientri in questa categoria vuol dire che hai l’obbligo di iscriverti alla gestione separata INPS.

Le prestazioni pensionistiche che otterrai versando i contributi alla gestione separata INPS sono le stesse riconosciute dai fondi pensione obbligatori:

  • Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità;
  • Pensione anticipata (le donne devono aver maturato 41 anni e 10 mesi di contributi mentre gli uomini devono 42 anni e 10 mesi di contributi);
  • Pensione di vecchiaia (servono 67 anni di età, più 20 anni di contributi)
  • Pensione di reversibilità e pensione indiretta.

Per iscriverti alla Gestione Separata INPS, ti basterà compilare l’apposito modello (reperibile sul sito o negli uffici INPS) e presentare la domanda, online o di persona agli sportelli. Le informazioni che dovrai fornire, oltre ai tuoi dati anagrafici, sono:

  • data di inizio della tua attività;
  • tipologia dell’attività che vuoi svolgere: se ti registri come libero professionista dovrai fornire ulteriori informazioni sull’attività, partita IVA, codice ATECO ecc.

Contributi libero professionista: come e quanto pagare nel 2022

In quanto professionista iscritto alla Gestione separata, devi fare il versamento tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Prima di tutto però, devi calcolare quanto pagare in base al tuo reddito. Per farlo è necessario conoscere l’aliquota contributiva legata alla tua attività. Si tratta di una percentuale utile per calcolare l’importo da versare ogni anno e il suo importo varia a seconda che tu sia o meno iscritto ad un altro fondo obbligatorio.

Per il 2022, le aliquote per il calcolo dei contributi da versare alla Gestione separata sono pari a:

  • 35,03% per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  • 33,72% per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  • 26,23% per professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
  • 24% per professionisti o collaboratori titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.

Ponendo che tu sia un libero professionista senza altri fondi pensionistici, per un guadagno annuo di 30.000 euro, al netto delle spese, i contributi da versare nella gestione separata ammonteranno a euro 7.869 (30.000 x 26,23%).

La contribuzione è interamente a tuo carico, ma puoi recuperare il 4% nelle fatture che emetterai. Se, ad esempio, hai concordato un compenso di 1.000 euro, in fattura potrai aggiungere 40 euro come “Contributo INPS”.

Trovi le aliquote e una loro spiegazione più approfondita nella circolare INPS numero 25 dell’11 febbraio 2022

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Limiti per il calcolo dei contributi: massimale di reddito e minimale contributivo

I contributi da versare alla gestione separata sono proporzionali al tuo guadagno. Esistono però alcuni limiti: il massimale di reddito e il minimale contributivo.

Massimale di reddito. Per il 2022 ammonta a € 105.014,00. Le aliquote per il 2022 si applicano quindi facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento di tale somma.

Minimale contributivo. È l’importo minimo di contributi da versare alla gestione separata INPS ogni anno. Se pagherai contributi per un importo inferiore al minimale previsto, non ti sarà accreditato l’intero anno contributivo. Subirai, invece, una diminuzione dei mesi accreditati in proporzione ai contributi versati.

Il reddito minimo, per il 2022, è pari a € 16.243,00. Quindi, il minimale contributivo ammonta a:

  • € 3.898,32 per chi applica l'aliquota al 24%;
  • € 4.260,54 per liberi professionisti con aliquota del 25,98%;
  • € 5.477,14 per collaboratori e figure assimilate con aliquota al 33,72%;
  • € 5.689,92 per collaboratori e figure assimilate con aliquota al 34,23%.

Ora che sai quanto ti toccherà pagare di tasse (te ne abbiamo parlato nel capitolo 5.1) e di contributi non ti resta che approfondire un’ultima voce: le assicurazioni professionali. Quando sono obbligatorie e in che modo puoi individuare quella giusta per te? Per scoprirlo ti consigliamo la lettura del capitolo: Assicurazioni professionali obbligatorie e facoltative: cosa sono e come sceglierle.

Questo contenuto è aggiornato al 15/02/2022