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 Capitolo 5.2

Gestione separata INPS: la pensione per i professionisti senza cassa

Versare i contributi all’INPS è un obbligo anche per te che sei un libero professionista freelance. Ma, mentre i lavoratori dipendenti subiscono un prelievo automatico dei contributi dallo stipendio, per te la situazione è un po’ più complessa.

Autore: Fatture in Cloud

La regola generale è questa: se sei un libero professionista per cui non esiste una specifica Cassa previdenziale, sei obbligato a iscriverti alla gestione separata INPS. Dal tipo di attività che svolgi dipende anche l’obbligo (o la facoltà) di stipulare assicurazioni professionali. Se ti stai chiedendo cosa siano Cassa previdenziale, gestione separate e assicurazioni professionali, niente paura! Facciamo luce su ognuno di questi argomenti.

Gestione separata: cos’è e come iscriversi

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico a cui devono registrarsi lavoratori autonomi e liberi professionisti senza cassa. Alcuni professionisti (come avvocati, notai, medici) hanno, infatti, una Cassa previdenziale dedicata alla loro attività. Se non rientri in questa categoria vuol dire che hai l’obbligo di iscriverti alla gestione separata INPS.

Le prestazioni pensionistiche che otterrai versando i contributi alla gestione separata INPS sono le stesse riconosciute dai fondi pensione obbligatori:

  • Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità;
  • Pensione anticipata (le donne devono aver maturato 41 anni e 10 mesi di contributi mentre gli uomini devono 42 anni e 10 mesi di contributi);
  • Pensione di vecchiaia (servono 67 anni di età, più 20 anni di contributi)
  • Pensione di reversibilità e pensione indiretta.

Per iscriverti alla Gestione Separata INPS, ti basterà compilare l’apposito modello (reperibile sul sito o negli uffici INPS) e presentare la domanda, online o di persona agli sportelli. Le informazioni che dovrai fornire, oltre ai tuoi dati anagrafici, sono:

  • data di inizio della tua attività;
  • tipologia dell’attività che vuoi svolgere: se ti registri come libero professionista dovrai fornire ulteriori informazioni sull’attività, partita IVA, codice ATECO ecc.

Contributi libero professionista: come e quanto pagare

Pagare i contributi alla gestione separata è molto semplice: devi servirti del modello F24, reperibile negli uffici postali, in banca o tramite home banking. Il versamento va effettuato in due tranches con scadenza (per il 2019) a fine giugno e a fine novembre. Prima di tutto però, devi calcolare quanto pagare in base al tuo reddito. Per farlo è necessario conoscere l’aliquota contributiva legata alla tua attività. Si tratta di una percentuale utile per calcolare l’importo da versare ogni anno e il suo importo varia a seconda che tu sia o meno iscritto ad un altro fondo obbligatorio.

Per il 2019, l’aliquota contributiva per il calcolo dei contributi da versare alla gestione separata è pari a:

  • 25,72% per i liberi professionisti con partita IVA;
  • 33,72% per i collaboratori e le figure assimilate;
  • 24% per professionisti o collaboratori già iscritti ad altro fondo obbligatorio, o titolari di pensione.

Ponendo che tu sia un libero professionista senza altri fondi pensionistici, per un guadagno annuo di 30.000 euro, al netto delle spese, i contributi da versare nella gestione separata ammonteranno a euro 7.716‬ (30.000 x 25,72%).

La contribuzione è interamente a tuo carico, ma puoi recuperare il 4% nelle fatture che emetterai. Se, ad esempio, hai concordato un compenso di 1.000 euro, in fattura potrai aggiungere 40 euro come “Contributo INPS”.

Limiti per il calcolo dei contributi: massimale di reddito e minimale contributivo

I contributi da versare alla gestione separata sono proporzionali al tuo guadagno. Esistono però alcuni limiti: il massimale di reddito e il minimale contributivo.

Massimale di reddito. Per il 2019 ammonta a € 102.543,00. Le aliquote per il 2019 si applicano quindi facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento di tale somma.

Minimale contributivo. È l’importo minimo di contributi da versare alla gestione separata INPS ogni anno. Se pagherai contributi per un importo inferiore al minimale previsto, non ti sarà accreditato l’intero anno contributivo. Subirai, invece, una diminuzione dei mesi accreditati in proporzione ai contributi versati.

Il reddito minimo, per il 2019, è pari a € 15.878,00. Quindi, il minimale contributivo ammonta a:

  • € 3.810,72 euro per chi applica l'aliquota al 24%;
  • € 4.083,82 per liberi professionisti con aliquota del 25,72%;
  • € 5.354,06 per collaboratori e figure assimilate con aliquota al 33,72%.

Ora che sai quanto ti toccherà pagare di tasse (te ne abbiamo parlato nel capitolo 5.1) e di contributi non ti resta che approfondire un’ultima voce: le assicurazioni professionali. Quando sono obbligatorie e in che modo puoi individuare quella giusta per te? Per scoprirlo ti consigliamo la lettura del capitolo: Assicurazioni professionali obbligatorie e facoltative: cosa sono e come sceglierle.