Fatturazione elettronica per i geometri: le regole tra Cassa, ritenuta e IVA

L’emissione della fattura elettronica per i geometri deve tenere conto di regole specifiche, dal contributo integrativo CIPAG fino alla ritenuta del 20%. Un focus dettagliato per chi applica il regime ordinario e il forfettario.

Autore: Fatture in Cloud

 

fattura elettronica geometra

Sei un geometra e devi emettere una fattura elettronica? Ti starai sicuramente interrogando sulle giuste modalità di compilazione.

Non è sempre facile però districarsi tra le regole specifiche del settore, soprattutto se consideriamo cassa di previdenza, ritenute d’acconto e regimi fiscali diversi.

Se sei alla ricerca di indicazioni pratiche sei nel posto giusto: dalla gestione dei contributi CIPAG o INPS, fino ad arrivare alle differenze tra regime ordinario e forfettario, vediamo di seguito come districarsi senza stress tra gli adempimenti del Fisco digitale.

 

Cos'è la fattura elettronica e quando va emessa

In primo luogo, è necessario un chiarimento: la fattura elettronica è il documento digitale, emesso in formato xml, che dovrai inviare all’Agenzia delle Entrate per attestare la prestazione di servizi che hai svolto nei confronti del tuo cliente.

Dal 2019 ha sostituito la versione cartacea e ad oggi si applica alla generalità di partite IVA. I geometri sono quindi inclusi nel perimetro dei professionisti chiamati a fare i conti con le regole di compilazione, così come con le tempistiche di emissione.

Per quel che riguarda i casi in cui dovrai emetterla, non ci sono eccezioni: dovrai compilare e trasmettere la fattura elettronica per qualsiasi prestazione professionale che hai svolto, indipendentemente dalla categoria del cliente.

In pratica quindi, come geometra dovrai fare fattura in modalità elettronica per i lavori svolti nei confronti di:

  • altre aziende o professionisti (B2B);
  • privati cittadini (B2C);
  • Pubblica Amministrazione (PA) (es. Comuni, Province, scuole).

Sul fronte dei tempi, dovrai inviare la fattura elettronica allo SDI, il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell'operazione. Per le prestazioni di servizi, il termine di emissione decorre dal momento in cui si riceve il pagamento.

La regola generale è però caratterizzata da un’importante eccezione: per le prestazioni che effettui nello stesso mese nei confronti di un cliente, potrai emettere la fattura differita.

Questa modalità consente di fare un’unica fattura riepilogativa, da trasmettere entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle prestazioni.

Attenzione però: potrai usarla solo in presenza di documentazione idonea a identificare i servizi (come l’avviso di parcella).

Ad esempio, se nel corso del mese di giugno hai svolto più prestazioni per lo stesso cliente (es. tre diversi sopralluoghi), anziché emettere tre fatture separate nei 12 giorni successivi a ogni incasso, potrai emettere un’unica fattura riepilogativa entro il 15 luglio, citando i riferimenti degli avvisi di parcella emessi per ciascuna attività.

Leggi l’approfondimento sui termini d’invio delle fatture elettroniche.

 

Guida alla compilazione della fattura elettronica per geometri

Veniamo ora alle regole operative per la compilazione della fattura elettronica. Seguire attentamente le istruzioni è fondamentale per evitare scarti da parte del Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

In primo luogo, dovrai predisporre il file della fattura indicando i tuoi dati (campi cedente/prestatore) In particolare, dovrai inserire le seguenti informazioni:

  • nome, cognome, indirizzo dello studio;
  • numero di Partita IVA e Codice Fiscale;
  • regime fiscale adottato (es. RF01 per ordinario, RF19 per forfettario).

Non da meno, dovrai prestare attenzione alla compilazione dei dati del cliente, e su questo punto le regole cambiano in base alla natura del tuo committente:

  • se si tratta di un’azienda o un professionista, dovrai avere a disposizione il numero di partita IVA, il Codice Fiscale e il Codice Destinatario (7 cifre) o l'indirizzo PEC per il recapito del documento;
  • se invece il cliente è un privato, dovrai richiedere solo il Codice Fiscale. Nel campo Codice Destinatario si inseriscono sette zeri (0000000) e la fattura sarà recapitata nel suo cassetto fiscale;
  • in caso di prestazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (PA) sarà fondamentale inserire il Codice Ufficio PA (6 caratteri alfanumerici), l'eventuale codice CIG e CUP.

Presta attenzione in quest’ultimo caso all’applicazione del regime dello split payment (scissione dei pagamenti): l’Ente dividerà il pagamento della tua fattura e a te verrà corrisposto solo il compenso netto e la cassa previdenziale. L’IVA sarà trattenuta dall’Ente e versata direttamente allo Stato.

Nella fattura dovrai poi indicare l'oggetto chiaro della prestazione (es. "Redazione pratica catastale Docfa", "Direzione lavori ristrutturazione") e applicare l’aliquota IVA pari di norma al 22%. Dovrai calcolare l’IVA sul tuo onorario complessivo, compreso il contributo CIPAG su cui ci soffermeremo tra poco.

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Parcella: il documento che precede la fattura

Nel gergo professionale si sente spesso parlare di parcella.

Attenzione, però: questo documento non è una fattura vera e propria, anche se può risultare particolarmente utile per la gestione della propria posizione fiscale.

I termini avviso di parcella o fattura proforma identificano un documento che non ha valore fiscale, ma che serve per comunicare al cliente il dettaglio delle somme che ti dovrà pagare. In parole semplici, permette di avvisare il cliente dell’importo dovuto.

Dal punto di vista pratico, l’invio dell’avviso di parcella ti offre due vantaggi fondamentali:

  1. eviti di anticipare le tasse: per i professionisti si applica il principio di cassa, il che significa che le imposte si versano solo su ciò che si incassa effettivamente. L’emissione diretta della fattura elettronica, invece, farebbe scattare subito l’obbligo di versare l’IVA e le imposte, anche se il cliente dovesse ritardare il pagamento (o non pagare affatto).
  2. eviti errori e contestazioni sull’importo: la proforma funziona come una "bozza di verifica". Permette al cliente di controllare i dettagli, i conteggi e le cifre concordate prima che il documento diventi definitivo. Se c’è un errore o un malinteso sull'importo (in eccesso o in difetto), puoi correggerlo subito senza dover annullare una fattura già inviata al Fisco tramite nota di credito.

Facciamo quindi un esempio pratico. Immagina di aver concordato un lavoro a 1.000€ + IVA, ma il cliente ricordava che la cifra fosse comprensiva dell’imposta. Se gli inviassi subito la fattura definitiva tramite Sistema di Interscambio (SdI), in caso di disaccordo dovresti emettere una nota di credito per annullarla e rifarla.

Con l'avviso di parcella, invece, il cliente nota l'incongruenza prima che il documento abbia valore fiscale: chiarite il malinteso, modifichi eventualmente l'importo senza complicazioni burocratiche e, solo dopo aver ricevuto il bonifico corretto, emetti la fattura definitiva.

Ed è solo all’atto del pagamento che dovrai quindi emettere la fattura elettronica definitiva, l'unico documento con reale valore fiscale.

 

Cassa Previdenziale: CIPAG o Gestione Separata INPS?

Impostare correttamente la rivalsa previdenziale nella fattura elettronica è uno dei passaggi più delicati per un geometra, poiché questo dato influisce direttamente sia sul calcolo dell'imponibile IVA sia sull'importo finale che il cliente dovrà effettivamente pagare.

Se sei un geometra iscritto all’Albo, dovrai applicare il contributo integrativo CIPAG, una somma aggiuntiva che non concorre alla formazione del reddito.

Per le prestazioni effettuate nei confronti di privati o aziende, l’aliquota da applicare è pari al 5% sul compenso netto.

Se invece hai lavorato con la Pubblica Amministrazione, l’aliquota scende al 4%.

Il contributo alla cassa previdenziale rappresenta una somma ulteriore addebitata al cliente rispetto al valore della prestazione indicato in fattura.

Ad esempio, in caso di fattura pari a 1.000 euro, applicando il contributo CIPAG del 5% dovrai richiedere al cliente una somma pari a 50 euro. Il totale da addebitare sarà pari a 1.050 euro, al netto dell’IVA e della ritenuta d’acconto.

Se invece sei un geometra ma non hai i requisiti per l’iscrizione alla CIPAG (ad esempio perché svolgi l’attività come occasionale), e sei iscritto alla Gestione separata INPS, hai la possibilità di applicare in fattura la rivalsa del 4%. Non si tratta in questo caso di un obbligo: potrai scegliere tu, nell’ambito del rapporto con il tuo cliente, se richiedere o meno il contributo integrativo per il pagamento dei contributi previdenziali.

Leggi altro sulle casse previdenziali per i liberi professionisti.

 

Ritenuta d’acconto per le fatture dei geometri: quando si applica

Se operi in regime ordinario, oltre all’addebito della rivalsa contributiva dovrai fare i conti con la ritenuta d’acconto.

In caso di cliente titolare di partita IVA (un’azienda, un condominio o un altro professionista), in fattura dovrai inserire la ritenuta pari al 20% dell’importo del compenso.

Si tratta di un anticipo delle imposte che verserai poi a chiusura d’anno, dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi, calcolato in base all’onorario professionale e senza considerare il contributo integrativo CIPAG o Gestione Separata.

Dal punto di vista pratico, dal tuo compenso verrà sottratto un 20% di importo, che il cliente pagherà allo Stato per tuo conto.

La ritenuta non è sempre obbligatoria: non si applica ai geometri in regime forfettario così come nel caso in cui il tuo cliente sia un cittadino privato.

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Regime forfettario o ordinario, fatture con regole diverse

Se le regole fin qui analizzate ci aiutano a costruire una prima cornice delle regole per la fatturazione delle operazioni da parte dei geometri, è necessario soffermarsi su un aspetto fondamentale che riguarda il regime fiscale applicato.

La fattura elettronica non è infatti uguale per tutti, a partire dall’applicazione dell’IVA.

Addebitare l’imposta in fattura è sempre obbligatorio per i geometri in regime ordinario. L’aliquota del 22% dovrà essere calcolata sia sul valore dell’onorario che sul contributo integrativo alla Cassa di previdenza.

Se sei una Partita IVA in regime forfettario, non dovrai invece applicare l’IVA del 22% al cliente.

Dal punto di vista pratico, per evitare scarti dallo SDI, nella fattura dovrai indicare obbligatoriamente il codice natura N2.2 (operazioni non soggette) e la dicitura normativa di riferimento: "Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014".

Attenzione però: per le fatture che superano la soglia di 77,47 euro, ai forfettari è richiesto di applicare l’imposta di bollo di 2 euro. Nel file XML bisognerà inserire l'apposito flag per il bollo virtuale.

L’applicazione del contributo CIPAG non fa invece sconti: si applica obbligatoriamente sia dai geometri in regime ordinario che in regime forfettario.

La ritenuta d'acconto (l'anticipo del 20% sulle imposte trattenuto dal cliente) richiede invece massima attenzione.

Non si applicherà sulle tue fatture se sei in regime forfettario, mentre come abbiamo già visto se sei in regime ordinario si applica esclusivamente se il committente è un sostituto d'imposta (imprese, professionisti o condomini).

Nel lavoro del geometra - che si tratti di accatastamenti per condomini o consulenze per imprese - questa voce è all'ordine del giorno. La ritenuta si calcola solo sull'onorario puro e mai sul contributo CIPAG.

Elemento in fattura

Regime Ordinario

Regime Forfettario

IVA (22%)

Sì, si applica sul compenso e sulla cassa.

No, non si applica. Va inserita la dicitura di esenzione.

Cassa (CIPAG 5% o 4%)

Sì (5% privati/aziende, 4% per la PA).

Sì (5% privati/aziende, 4% per la PA).

Ritenuta d'acconto (20%)

Sì (se il cliente è P.IVA/Azienda/Condominio).

No, non si applica mai. Va inserita la nota di esenzione.

Imposta di bollo (2€)

No.

Sì, se la fattura supera i 77,47€.

Un esempio pratico di fattura per il geometra

Arrivati a questo punto hai a disposizione tutti gli elementi per capire come compilare una fattura senza errori.

Un esempio pratico può in ogni caso risultare utile per sciogliere gli ultimi dubbi.

Prendiamo quindi il caso di una fattura da emettere verso un’azienda cliente, per un compenso pari a 1.000 euro.

Partendo dal contributo CIPAG, dovrai applicare la somma aggiuntiva del 5%, pari quindi a un extra di 50 euro.

Nel regime ordinario dovrai poi applicare l’IVA al 22%, da calcolare sull’imponibile totale - contributo CIPAG compreso - pari a 231 euro. L’imposta non è dovuta dai forfettari, ma si applica l’imposta di bollo pari a 2 euro.

Sempre e solo in caso di regime ordinario, la fattura sarà soggetta all’applicazione della ritenuta del 20%, che ridurrà quindi di 200 euro l’onorario.

Considerando le diverse voci quindi, il totale del pagamento sarà pari a 1.081 in caso di regime ordinario e di 1.052 euro secondo le regole del regime forfettario.

Elemento in fattura

Regime Forfettario

Regime Ordinario

Onorario professionale

1.000,00€

1.000,00€

Contributo CIPAG (5%)

+ 50,00€

+ 50,00€

IVA (22%)

0,00€ (Esente)

+ 231,00€ (su imponibile di 1.050€)

Ritenuta d'acconto (20%)

0,00€

- 200,00€ (solo su onorario)

Imposta di bollo

+ 2,00€

0,00€

Totale bonifico (Netto a pagare)

1.052,00€

1.081,00€

 

Spese, rimborsi e detraibilità per il cliente: le peculiarità delle fatture dei geometri

Oltre alla gestione operativa della fatturazione elettronica, la professione di geometra fa i conti anche con le caratteristiche tipiche della professione e con il rapporto rispetto alla clientela.

È quindi bene soffermarsi sulle casistiche più frequenti, a partire dalle spese sostenute per conto del cliente.

Se ti capita di anticipare dei costi, all’interno della fattura dovrai gestirli in questo modo:

  • spese documentate sostenute in nome e per conto del cliente (ad esempio, i diritti di segreteria/istruttoria catastale per la presentazione di un Docfa o i diritti comunali per una CILA intestati al cliente): non fanno parte del tuo reddito, sono escluse da IVA (Art. 15 DPR 633/72) e su di esse non si calcola la cassa previdenziale;
  • rimborsi spese forfettari o non documentati (ad esempio le spese di trasferta, la benzina o i pasti per i sopralluoghi sul cantiere): queste voci si sommano al tuo compenso: su di esse calcoli sia la cassa previdenziale (5% o 4%) sia l'IVA (se dovuta).

Se lavori con clienti privati ti capiterà - o ti sarà già capitato - che ti venga chiesto di emettere una fattura idonea per l’accesso alle agevolazioni fiscali per i lavori edilizi.

Ricorda che, come geometra, le tue spese di rilievo, progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e pratiche catastali sono interamente detraibili insieme ai costi dei lavori edili.

Cosa devi fare tu? Nulla di particolare nella compilazione della fattura elettronica, ma è fondamentale che nel campo della descrizione sia indicato il riferimento normativo del bonus e i dati catastali dell'immobile oggetto dell'intervento.

In aggiunta, ricorda sempre ai tuoi clienti che per poter beneficiare dei bonus edilizi è necessario che il pagamento in tuo favore avvenga tramite lo specifico bonifico parlante (bancario o postale) per ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico.