Fatturazione del fisioterapista: differenze tra privati e partite IVA

Una guida con tutti i dettagli, dal divieto di fatturazione elettronica del fisioterapista verso i privati fino all’invio al Sistema Tessera Sanitaria e alle differenze tra regime ordinario e forfettario.

Autore: Fatture in Cloud

 

fattura elettronica fisioterapista

Sei un fisioterapista con aperto da poco la partita IVA o ti sei già avviato alla libera professione tra studio privato e collaborazioni?

La gestione della tua contabilità e in particolare della fatturazione è uno degli aspetti sui quali è bene che ti soffermi.

Proprio come per le altre professioni sanitarie, la fatturazione per fisioterapisti segue logiche del tutto particolari: si va dal divieto di fatturazione elettronica verso i pazienti privati all'invio semestrale dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, passando per la scelta tra fattura singola o cumulativa per cicli di sedute e la gestione del nuovo codice ATECO.

Sono questi gli aspetti che dovrai considerare per capire come e quando emettere le tue fatture, senza commettere errori e considerando anche le peculiarità che interessano i fisioterapisti in regime forfettario.

 

Cos'è una fattura e quando un fisioterapista deve emetterla?

La fattura è un documento che certifica l’avvenuta erogazione di una prestazione professionale (o una vendita di prodotti) e il relativo incasso economico.

In parole semplici, la fattura per un fisioterapista rappresenta la prova formale del trattamento e deve essere sempre rilasciata al paziente o alla struttura sanitaria, in caso di collaborazioni professionali.

 

Il principio di cassa e i tempi per l’emissione della fattura per fisioterapisti

Per i fisioterapisti, così come per tutti i professionisti, vale il principio di cassa: la fattura deve essere emessa al momento dell'incasso del corrispettivo (art. 6 D.P.R. 633/1972).

In pratica, ai fini fiscali ciò che conta non è il giorno in cui hai eseguito il trattamento o la manipolazione, ma il momento esatto in cui ricevi il pagamento da parte del cliente.

Vale la pena evidenziare sin da subito una delle principali particolarità per i fisioterapisti, sulla quale ci soffermeremo meglio in seguito: le procedure pratiche da seguire variano nel caso di fatture verso privati o verso cliniche e altri titolari di partita IVA:

  • la fattura verso i privati va sempre emessa in formato cartaceo o PDF. Dovrai emetterla contestualmente all’incasso. Ad esempio, se il paziente salda la seduta in studio il 10 maggio, la fattura deve recare la data del 10 maggio ed essere consegnata o inviata via e-mail quello stesso giorno;
  • la fattura verso cliniche o titolari di partita IVA (per prestazioni diverse da quelle sanitarie) può essere emessa entro 12 giorni di tempo dall’incasso del corrispettivo. In fase di compilazione, nel campo Data Documento dovrai indicare il giorno del pagamento, ma la legge concede una finestra più ampia di tempo per inviare la fattura elettronica in formato XML al Sistema di Interscambio (SDI).

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Come fatturare più sedute: una fattura singola o cumulativa?

Anche se la prestazione consiste in più sedute, sviluppandosi in cicli di trattamento prolungati, il percorso da seguire dipende da come il cliente effettua il pagamento.

Se il paziente paga al termine di ogni incontro, è necessario emettere una fattura per ciascuna singola seduta.

Se invece il paziente concorda di pagare l’importo complessivo del pacchetto in un’unica soluzione, sarà possibile fare un’unica fattura cumulativa al momento dell’incasso.

 

Tipologie di prestazioni: sanitarie, non sanitarie e vendita di prodotti

Non tutte le prestazioni fatturate all'interno di uno studio di fisioterapia seguono le medesime regole contabili e fiscali.

Quando compili un documento fiscale (cartaceo, PDF o file XML per la fattura elettronica), è fondamentale classificare correttamente la natura della prestazione: da questa scelta dipendono l'applicazione o l'esenzione dell'IVA, la detraibilità fiscale per il paziente e l'obbligo o meno di inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria.

1. Prestazioni sanitarie (diagnosi, cura e riabilitazione)

Rientrano in questa categoria tutte le attività dirette alla prevenzione, cura, valutazione e riabilitazione funzionale della persona.

Ai fini IVA, le prestazioni sanitarie dirette alla tutela della salute sono esenti da IVA ai sensi dell'Art. 10, comma 1, n. 18 del D.P.R. 633/1972. Ciò significa che non dovrai aggiungere l'IVA al 22% sul prezzo della seduta.

Se la prestazione sanitaria è rivolta a un paziente privato, scatta il divieto di fatturazione elettronica via Sistema d’Interscambio (SDI): emetterai una fattura cartacea/PDF e trasmetterai i dati al Sistema Tessera Sanitaria.

Se invece la prestazione sanitaria è erogata in collaborazione B2B per conto di una clinica o centro medico con partita IVA, emetterai una fattura elettronica indicando il codice esenzione N4 (o N2.2 se sei in regime forfettario).

2. Prestazioni non sanitarie (formazione, consulenza, perizie)

Come fisioterapista ti capiterà di lavorare anche fuori dall’ambito strettamente sanitario.

I servizi di formazione, le consulenze o le perizie non direttamente legate alla diagnosi, alla cura o alla riabilitazione di un paziente rientrano tra le attività professionali di natura tecnica, consulenziale o didattica.

Queste operazioni non beneficiano dell'esenzione IVA dell'Art. 10.

Pertanto, se operi in regime ordinario, devi obbligatoriamente applicare e addebitare in fattura l'IVA al 22%.

Se invece operi in regime forfettario, non addebiterai l'IVA per via delle regole del tuo regime di vantaggio, ma specificherai sul file il codice Natura N2.2 e dovrai versare l’imposta di bollo per le operazioni di importo superiore a 77,47 euro.

Ricorda inoltre che le prestazioni non sanitarie, svolgendosi quasi sempre nei confronti di aziende, enti o P.IVA, devono essere fatturate in modalità elettronica via SDI. Non devono mai essere inviate al Sistema Tessera Sanitaria, in quanto non rappresentano spese sanitarie detraibili per i cittadini.

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3. Vendita di prodotti

Capita spesso che all'interno di un percorso riabilitativo il fisioterapista fornisca direttamente al paziente presidi, piccoli ausili o prodotti per la continuità terapeutica a domicilio.

La vendita di beni materiali non è una prestazione di servizi sanitari, ma una cessione di beni. Segue pertanto le aliquote IVA specifiche previste per ogni singolo prodotto (es. 22% per nastro da taping o cuscini; 4% o 10% se il bene rientra nelle categorie di ortesi o dispositivi medici con aliquota agevolata).

Se fatturi l'acquisto di un tutore a un paziente insieme alla seduta di fisioterapia, devi separare nettamente le voci in fattura. La prestazione medica sarà esente IVA, mentre la cessione del bene dovrà essere fatturata con IVA.

Attenzione poi a un ulteriore aspetto operativo. Se il bene venduto costituisce un "dispositivo medico" conforme e certificato, il paziente potrà detrarlo al 19% nella dichiarazione dei redditi, ma nella comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria andrà codificato con la specifica voce per i dispositivi medici (AD) e non come prestazione professionale (SP).

Tipo di Attività

Finalità primaria

Trattamento IVA (Regime Ordinario)

Prestazione Sanitaria (es. Terapia Manuale)

Cura e Riabilitazione della salute

Esente IVA Art. 10 (Codice XML: N4)

Prestazione Non Sanitaria (es. Docenza)

Formazione / Consulenza aziendale

Soggetta ad IVA 22%

Vendita di Prodotti (es. Kinesio Tape)

Cessione di beni materiali

IVA 22% (o 4%/10% agevolata)

 

I destinatari della fattura: paziente privato vs. azienda con partita IVA

Come abbiamo già visto, oltre alle regole relative alla tipologia di operazione, a stabilire le regole di fatturazione per un fisioterapista è anche la tipologia di cliente.

Il tipo di destinatario (privato o partita IVA) impone regole operative completamente diverse.

In ambito sanitario vige una regola d'oro: la fatturazione elettronica dei fisioterapisti verso i pazienti privati è vietata per legge.

Il divieto, introdotto per tutelare i dati sensibili relativi alla salute dei cittadini, vieta tassativamente l'invio delle fatture al Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate quando la prestazione è resa a una persona fisica.

Cosa devi fare in pratica?

Quando rilasci una fattura a un paziente per una seduta di fisioterapia, non devi usare lo SDI. Rilascerai un foglio cartaceo o un file PDF via e-mail. I dati della spesa viaggeranno in modo protetto unicamente verso il Sistema Tessera Sanitaria.

In quali casi invece la fattura elettronica per fisioterapisti diventa obbligatoria? Quando fatturi le tue prestazioni a centri medici, cliniche private, società sportive o aziende.

Destinatario

Prestazione tipica

Formato Documento

Canale di invio

Paziente Privato (senza P.IVA)

Seduta di fisioterapia, riabilitazione

Cartaceo / PDF

Consegna diretta + Invio al Sistema TS

Paziente con P.IVA per salute personale

Trattamento riabilitativo privato

Cartaceo / PDF

Consegna diretta + Invio al Sistema TS

Clinica, Centro Medico, Palestra (P.IVA)

Collaborazione, turni, medicina dello sport

Elettronico XML

Invio tramite Sistema di Interscambio (SDI)

 

Come compilare la fattura elettronica del fisioterapista

I due canali di fatturazione (cartacea o elettronica) cambiano anche le regole operative che dovrai attenzionare in fase di compilazione.

Fattura elettronica verso cliente con partita IVA

Nel documento dovrai indicare:

  1. i dati fiscali del cliente (partita IVA, Ragione Sociale);
  2. il Codice Destinatario (7 cifre) o la PEC del cliente: è questo l’indirizzo telematico al quale il SDI, il postino dell’Agenzia delle Entrate, recapiterà la fattura;
  3. il Codice Natura, la codifica predisposta dall’Agenzia delle Entrate per catalogare le diverse operazioni ai fini IVA. Come già visto, per le prestazioni sanitarie in regime ordinario esenti da IVA userai il codice N4. Se sei in regime forfettario userai per tutto il codice N2.2.

Il software gestionale invia il file XML allo SDI, che controlla i dati e recapita il documento al destinatario. Hai 12 giorni di tempo dalla data dell'incasso per completare l'invio.

Tutti i file XML (emessi e ricevuti) devono essere conservati digitalmente a norma di legge per 10 anni.

Come compilare la fattura cartacea verso privati

Se invece la fattura di fisioterapia è destinata a un paziente privato, assicurati di inserire nel documento questi elementi indispensabili:

  1. Intestazione: nome, cognome, indirizzo Studio, p.IVA, Codice Fiscale, Iscrizione all'Albo dei Fisioterapisti (FNOFI);
  2. Dati del Paziente: nome, cognome, indirizzo e Codice Fiscale (essenziale per far detrarre la spesa al paziente);
  3. Data e Numero progressivo: identificativo univoco (es. Fattura N. 30 del 14/10/2026);
  4. Descrizione: es. "Seduta di riabilitazione motoria e massoterapia";
  5. Dicitura Esenzione IVA: "Operazione esente IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del D.P.R. 633/1972".;
  6. Marca da Bollo (2,00 €): obbligatoria se l'importo supera i 77,47 €. In fattura indicherai: "Rimborso marca da bollo escluso IVA art. 15".
  7. Tracciabilità e Privacy: Dicitura sulla modalità di pagamento (tracciabile per la detrazione IRPEF del 19%) ed eventuale nota di opposizione all'invio al Sistema TS.

 

La comunicazione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria

Altro importante adempimento per i fisioterapisti riguarda l’obbligo di invio dei dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.

La trasmissione delle fatture emesse verso i privati consente all'Agenzia delle Entrate di inserire le spese sanitarie nel Modello 730 precompilato dei cittadini. L’obbligo per i fisioterapisti è stato introdotto a partire dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2019.

La scadenza da rispettare è unica. Dal 2025 (per le spese relative all'anno 2025 in poi) la trasmissione dei dati è diventata annuale (entro il 31 gennaio dell'anno successivo), in sostituzione della precedente scadenza semestrale.

Presta attenzione ad alcune particolarità:

  • se il paziente paga la fattura in contanti, la spesa va comunque inviata. L'Agenzia delle Entrate saprà che non è detraibile nel 730 (le spese sanitarie si detraggono solo se pagate con carte, bancomat o bonifici);
  • se invece il paziente ti ha espressamente chiesto di non inviare i dati al Fisco, dovrai inserire in fattura la dicitura: "Il paziente si oppone alla trasmissione dei dati al Sistema TS". Di conseguenza, non invierai il documento al portale.

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Fisioterapista in regime ordinario o in regime forfettario: le differenze

Se fino ad ora ci siamo soffermati sulle caratteristiche che riguardano il paziente e che incidono sulle modalità di fatturazione, è bene analizzare anche gli aspetti specifici che riguardano la propria professione.

La scelta del regime fiscale, tra ordinario e forfettario, condiziona il calcolo del netto in fattura e la gestione dell'IVA.

Regime forfettario

Partiamo dalle regole del regime agevolato forfettario, che può essere applicato dai fisioterapisti con ricavi fino a 85.000 euro all’anno.

In questo caso non si applica mai l’IVA in fattura. In aggiunta, quando fatturi a un centro medico o a una società con partita IVA, incassi il 100% dell'importo pattuito senza trattenute. Come abbiamo già visto poi, nelle fatture elettroniche B2B si usa sempre il codice N2.2.

Regime ordinario

Se invece applichi il regime ordinario, dovrai gestire l’IVA in base alla prestazione resa: quelle sanitarie restano esenti, mentre per quelle relative a prestazioni diverse dovrai applicare l’aliquota del 22%, del 10% o del 4% a seconda dei casi.

Rispetto al regime forfettario c’è poi un aspetto importante da considerare: quando emetti fattura B2B a un centro medico o azienda, la struttura trattiene il 20% sul compenso imponibile. Si tratta della ritenuta d’acconto, un anticipo sulle tue tasse che va a ridurre il totale che incasserai.

 

Nuovo Codice ATECO per i fisioterapisti dal 2025

Nella gestione della tua posizione, è bene ricordare un ulteriore aspetto.

Con la recente revisione delle classificazioni delle attività economiche, la figura del fisioterapista ha visto definire in modo ancora più distinto la propria collocazione fiscale, con l’istituzione a partire dal 2025 del codice ATECO specifico 86.90.21 (Prestazioni rese da fisioterapisti).

In passato, molti fisioterapisti venivano registrati sotto codici generici e promiscui (come l'86.90.29 per altre professioni sanitarie non classificate).

L'adozione del codice dedicato 86.90.21 ha chiarito in modo definitivo la natura della professione regolamentata (afferente all'Albo FNOFI), distinguendola da attività non mediche, olistiche o del benessere.

Cosa cambia se sei un fisioterapista in regime forfettario?

In questo caso il codice ATECO 86.90.21 determina una regola fondamentale: il coefficiente di redditività, che per i fisioterapisti è pari al 78%.

In regime forfettario non scarichi i costi reali sostenuti per la tua attività (affitto studio, materiali, corsi). Lo Stato applica una percentuale fissa di spese "stimate":

  • spese riconosciute: il Fisco ti riconosce automaticamente un 22% di spese forfettarie;
  • base imponibile (78%): pagherai l'imposta sostitutiva (al 5% per i primi 5 anni o al 15% negli anni successivi) e i contributi previdenziali solo sul 78% dei tuoi incassi effettivi.

Facciamo un esempio pratico.

Se in un anno incassi complessivamente 30.000 € erogando prestazioni di fisioterapia:

  1. calcoli il 78% di 30.000 € = 23.400 € (questa è la tua base imponibile).
  2. i restanti 6.600 € (il 22%) vengono considerati spese a monte e non vengono tassati.
  3. calcolerai le tasse e i contributi INPS esclusivamente sui 23.400 €, a prescindere da quante spese reali tu abbia sostenuto durante l'anno.

Infine, l'inquadramento sotto il codice ATECO 86.90.21 certifica che la tua è una professione sanitaria riconosciuta: questo ti garantisce l'applicazione dell'esenzione IVA (Art. 10) sulle prestazioni sanitarie e ti consente di inviare correttamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria, permettendo ai tuoi pazienti di detrarre la fattura al 19% nel 730.