Capitolo 14

Le novità per il Regime Forfettario

Dall’aumento dei limiti dei redditi da lavoro dipendente ai codici ATECO, fino alla semplificazione sulle fatture: uno sguardo novità più recenti che interessano le partite IVA in regime forfettario.

Autore: Fatture in Cloud

 

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Hai un’attività e applichi il regime forfettario? Devi sapere che questo regime ha subito diverse modifiche nel tempo e periodicamente è soggetto a novità: scadenze, adempimenti e regole fiscali sono infatti in fase di revisione continua.

Vediamo quali sono gli ultimi cambiamenti. 

Limite dei redditi da lavoro e pensione a 35.000 euro: confermato nel 2026

Una delle novità più importanti è l'innalzamento dell'importo del reddito da lavoro dipendente e pensione che permette di aprire una partita IVA applicando il regime forfettario.

Dal limite di 30.000 euro si è passati a 35.000 euro, con un impatto diretto sulla possibilità di accedere al regime agevolato per chi nell'anno precedente ha percepito anche un reddito da lavoro dipendente o una pensione.

La modifica, è stata introdotta nel 2025, ed è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026.

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Questo significa che se intendi accedere (e restare) nel regime forfettario, dovrai accertarti che il reddito da dipendente o pensione percepito nel corso del 2025 non superi l’importo ordinario di 35.000 euro.

Si tratta di un aspetto che devi monitorare con attenzione: oltre questo limite, è obbligatorio passare al regime ordinario di tassazione.

Scopri di più sull’accesso al regime forfettario per i lavoratori dipendenti >

Rimborsi spese esclusi dal calcolo di ricavi e compensi

A partire dall’anno 2024, le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per gli incarichi nei confronti del cliente non concorrono alla formazione del reddito.

Semplificando, l’impresa o il professionista che anticipa delle spese per eseguire l’incarico affidatogli, e che vengono successivamente addebitate al cliente, non fanno reddito e quindi non sono tassate.

Un esempio? Basta pensare alle spese per trasporti e carburanti, o ancora a quelle sostenute per acquistare materiali.

La stessa regola si applica anche ai forfettari? Al momento vi sono alcuni dubbi e l’Agenzia delle Entrate non ha fornito chiarimenti specifici. Si tratta di un aspetto non di poco conto, considerando che poter sottrarre queste spese dal proprio reddito incide non solo sulle tasse da versare ma anche sulla verifica del limite di fatturato per poter applicare il regime agevolato.

Fattura semplificata senza limiti per i forfettari

Per semplificare le regole di fatturazione, e per ridurre i costi di gestione delle attività di ridotte dimensioni, dal 1° gennaio 2025 i titolari di partita IVA che applicano il regime agevolato possono emettere fatture in modalità semplificata senza limiti di importo.

Fino al 2024, la fattura semplificata poteva essere usata per operazioni fino a 400 euro. Una soglia abolita per chi opera in regime forfettario, che può quindi usare la fattura più snella a prescindere dall’importo dell’operazione.

Ma cos’è la fattura semplificata? Si tratta della tipologia di documento da emettere sempre in modalità elettronica, ma con un numero ridotto di informazioni.

I dati obbligatori per una fattura semplificata, secondo l'articolo 21-bis del Decreto IVA, includono:

  • data di emissione e numero progressivo;
  • dati identificativi (ragione sociale, nome, cognome, residenza/domicilio) e partita IVA del cedente/prestatore;
  • dati identificativi del cessionario/committente;
  • indicazione dei servizi offerti/beni ceduti;
  • Ammontare totale del documento e dell'imposta;
  • in caso di nota di debito o credito, riferimento alla fattura rettificata con indicazioni specifiche.

Riduzione contributi INPS al 50% per i nuovi forfettari: non confermata

Nel 2025 i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario potevano risparmiare il 50 per cento del versamento dei contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti nei primi tre anni di attività.

Questa agevolazione, introdotta con la Legge di Bilancio 2025, non è stata confermata per il 2026.

Rimane dunque in vigore l'agevolazione, già presente da molti anni, che consente di ridurre del 35 per cento i contributi da versare;

Per ulteriori informazioni, leggi l’approfondimento sulle riduzioni INPS per i contribuenti forfettari >

Codici ATECO 2025 anche per i forfettari

Il 2025 è stato segnato anche dal debutto dei nuovi codici ATECO.

Dal 1° aprile dell'anno scorso è infatti operativa la nuova classificazione elaborata dall’ISTAT, che ha modificato la struttura dei codici per numerose attività.

La nuova classificazione ha un impatto diretto sul regime forfettario. Come saprai infatti, per calcolare l’imposta sostitutiva da versare è necessario considerare in prima battuta il coefficiente di redditività stabilito per l’attività svolta.

Si tratta della percentuale di “forfettizzazione del reddito” prodotto nell’anno, che determina la base imponibile effettiva sulla quale applicare poi l’aliquota del 15 per cento (o del 5 per cento per le startup), differenziata sulla base del codice ATECO di appartenenza.

Cosa è cambiato quindi? Nulla, e potrai quindi continuare a calcolare il tuo reddito imponibile e le imposte da versare come di consueto. Ti segnaliamo però che si attendono novità nei prossimi mesi: il MEF dovrà infatti aggiornare la tabella con i coefficienti di redditività allegata alla legge n. 190/2014, adattandola alla nuova classificazione. Non ci sono però al momento tempistiche certe.

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Per i forfettari si è chiusa la stagione del concordato

Ultima novità da segnalare riguarda il patto fiscale. Ricorderai infatti che nel 2024 anche per i forfettari è stato possibile accedere al concordato preventivo biennale, in via sperimentale e per una sola annualità.

Chi ha aderito al concordato ha potuto determinare in anticipo il proprio reddito, sulla base della proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate, e “fissare” quindi le imposte da versare per l’anno 2024.

La sperimentazione è però terminata senza rinnovi: la seconda stagione del concordato, relativa al biennio 2025-2026, ha lasciato fuori le partite IVA forfettarie.

Con questo capitolo abbiamo terminato la guida di Fatture in Cloud al regime forfettario. Ora hai le principali conoscenze e gli strumenti necessari per aprire e gestire la tua attività adottando il regime agevolato con consapevolezza. Buona fortuna!