Capitolo 1

Requisiti e limiti di accesso al regime forfettario

Chi può accedere al regime forfettario e quali sono le cause di esclusione? In questo capitolo scopriamo tutti i requisiti necessari per godere delle agevolazioni.

Autore: Fatture in Cloud

Il regime forfettario fa gola a molti: aliquota al 15% e semplificazioni fiscali di vario tipo possono garantire un risparmio annuale molto consistente. Per essere tra i fortunati che possono accedere a questo regime, però, devi avere determinati requisiti e accertarti di non incappare in una delle cause di esclusione previste dalla legge. Già, ma quale legge?

Il regime forfettario è stato introdotto in Italia con la Legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015) a decorrere dal 1° gennaio 2015. In seguito, la Legge di bilancio 2019, prima, e la legge di bilancio 2020, poi, ne hanno modificato i requisiti di accesso e permanenza. È quest’ultima quindi a dettare le condizioni per godere delle agevolazioni del regime forfettario 2020.

Pronto a scoprire di che condizioni si tratta? Nei prossimi paragrafi ti diremo tutto quello che c’è da sapere sull’argomento!

I requisiti di accesso al regime forfettario

Per accedere al regime forfettario devi rispettare solo un requisito soggettivo e due requisiti oggettivi. Scopriamoli nel dettaglio.

Requisito soggettivo: chi può accedere al forfettario?

Puoi accedere al regime forfettario se sei una persona fisica ed eserciti un’attività d’impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari). Che vuol dire? Semplice: per godere delle agevolazioni devi essere un libero professionista o una ditta individuale. Società e associazioni professionali, invece, sono escluse.

Requisiti oggettivi.

  • Il limite dei compensi e dei ricavi.

Il primo requisito oggettivo per accedere al forfettario, riguarda i ricavi e i compensi della tua attività: l’insieme di queste somme non deve superare i 65.000 € annui. Se, ad esempio, nel corso del 2019 hai superato questa soglia, nel 2020 sarai costretto ad adottare il regime ordinario (o semplificato).

Se hai aperto una nuova attività, il limite di 65.000 € va però ridotto in proporzione ai mesi di operatività. Dovrai cioè dividere 65.000 per 365 (i giorni in un anno completo) e moltiplicare il risultato per i giorni di attività effettiva. Supponendo che tu abbia avviato la tua nuova attività il 1° dicembre 2019, il limite di compensi da rispettare nel 2019 sarà di 5.520, ovvero (65.000/365)*31.

Ma come si calcolano ricavi e compensi?
Fai attenzione: abbiamo parlato di “ricavi e compensi” e non di “reddito”. Questo significa che per sapere se rientri nel limite dei 65.000 € dovrai sommare tutte le entrate della tua attività, senza sottrarre le eventuali uscite (affitto, strumentazione, dipendenti ecc.). Come vedremo più avanti (nel capitolo sulla tassazione del regime forfettario) le spese sostenute non hanno rilevanza in questo regime.

E se eserciti contemporaneamente più attività? Semplice: in tal caso dovrai sommare ricavi e compensi ottenuti da ciascuna di esse.

Hai superato il limite di € 65.000: e ora che succede?
In tal caso dovrai uscire dal regime forfettario a decorrere dall’anno successivo allo sforamento: se, ad esempio, nel 2019, la somma dei tuoi ricavi è stata di 66.000 €, nel 2020 devi adottare il regime ordinario. Ti spieghiamo nel dettaglio cosa fare in questi casi nell’ultimo capitolo di questa guida: Come entrare, uscire e passare al regime forfettario 2020.

  • Il limite delle spese per personale dipendente o per lavoro accessorio

Il secondo requisito oggettivo per l’accesso al forfettario è stato reintrodotto dalla legge di bilancio del 2020 e riguarda le spese sostenute per personale dipendente o per lavoro accessorio. Tali somme non possono superare il limite di euro 20.000. Non si tratta in realtà di una vera e propria novità: tale limite, con una soglia più bassa (di 5.000 euro), esisteva già in passato ed era stato abolito nel 2019. La legge di bilancio del 2020 non fa altro che reintrodurlo, a decorrere dal 1° gennaio 2020, elevandolo a 20.000 euro.

Per l’applicabilità del forfettario nel 2020 quindi, dovrai valutare le spese che hai effettuato per il personale dipendente nel 2019. In caso di nuova attività, invece, il requisito va verificato su dati presunti. Nel calcolo vanno incluse anche le spese sostenute per compensi erogati ai collaboratori, gli utili di partecipazione erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro e le somme corrisposte per le prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Cause di esclusione dal regime forfettario

Abbiamo chiarito finora quali sono le caratteristiche che devi avere per accedere al regime forfettario. Vediamo ora quali situazioni non devono verificarsi, pena l’esclusione dalle agevolazioni e l’obbligo di passare al regime ordinario.

Le cause di esclusione dal regime sono state parzialmente modificate dalla legge di bilancio 2019 e poi dalla legge di bilancio 2020. Ecco chi è escluso dal regime forfettario, a decorrere dal 1° gennaio 2020:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti in Italia. Attenzione però, anche se non risiedi in Italia, puoi accedere al forfettario se:
    • risiedi in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni
    • e produci nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, co. 1, numero 8), del d.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, co. 1, del D.L. 331/1993;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività:
    • partecipano a società di persone, ad associazioni professionali o ad imprese familiari (art. 5 del Tuir);
    • oppure controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.
  • coloro che hanno percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente e assimilati (di cui agli artt. 49 e 50 del Tuir) eccedenti l’importo di euro 30.000; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Quest’ultima causa di esclusione è stata introdotta dalla legge di bilancio 2020.

In estrema sintesi: la perdita del requisito soggettivo, ricavi superiori a 65.000 euro, il superamento del limite di spesa per personale dipendente o il verificarsi di una qualunque delle cause di esclusione appena elencate ti obbligano, per l’anno successivo, a rinunciare al regime forfettario e a tutti i vantaggi che ne derivano.

Ma quali sono, esattamente, questi vantaggi? Te lo sveliamo tra poco: nel prossimo capitolo scoprirai i benefici della tassazione agevolata al 15% e come applicarla alle entrate della tua attività. Non spaventarti, ti guideremo passo passo!