Capitolo 2

Tassazione del regime forfettario: calcolo del reddito imponibile e dell’imposta da versare

Quanto paga di tasse chi aderisce al regime forfettario nel 2020? Se aliquote e calcoli ti spaventano, questo capitolo ti aiuterà guidandoti nel mondo della tassazione e sciogliendo ogni tuo dubbio!

Autore: Fatture in Cloud

Il primo grande vantaggio per chi accede al regime forfettario è l’aliquota sostitutiva al 15%. Si tratta di un’imposta molto conveniente che va a sostituirsi a IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali. Inoltre, l’imposta è ridotta ulteriormente al 5% per i primi cinque anni per chi avvia una nuova attività (per approfondire le agevolazioni per le start up, vai al capitolo dedicato). Non male, vero?

Ma c’è di più. A differenza degli altri regimi, con il forfettario il reddito sul quale applicare l’aliquota è calcolato a forfait. Questo semplifica la contabilità e ti consente di risparmiare sia in tasse che in commercialista. Ma basta chiacchiere e andiamo al sodo. Nei prossimi paragrafi ti illustreremo il mondo della tassazione del forfettario. Ci sono un po’ di calcoli da fare, ma non preoccuparti: ti guidiamo noi!

Il calcolo del reddito imponibile nel regime forfettario

Per sapere quante tasse dovrai pagare, il primo passo da compiere è calcolare il reddito imponibile, ovvero la parte del tuo guadagno sulla quale applicherai il 15% di tasse. Come? Semplicissimo.

1. Recupera il tuo codice ATECO

Per prima cosa devi conoscere il codice ATECO attribuito alla tua partita IVA. L’ATECO è un codice alfanumerico che serve a classificare le attività economiche. Se non lo ricordi (o non lo conosci), niente panico: chiedilo al tuo commercialista o alla Camera di commercio in cui hai attivato la partita IVA.

2. Trova il tuo coefficiente di redditività

Per ogni codice ATECO, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito un coefficiente di redditività (cioè una percentuale) che dovrai moltiplicare per il tuo reddito.

Ecco alcuni coefficienti di redditività, riferiti alle principali tipologie di attività e ai relativi codici ATECO:

  • attività: Commercio all’ingrosso e al dettaglio
    codice ATECO: 45- (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9
    coefficiente di redditività: 40%;
  • attività: Costruzioni e attività immobiliari
    codice ATECO: (41-42-43) – (68)
    coefficiente di redditività: 86%;
  • attività: professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi
    codice ATECO: (64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88)
    coefficiente di redditività: 78%.

Puoi consultare le altre tipologie di attività, i relativi codici ATECO e coefficienti di redditività nella tabella pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.

3. Calcola i ricavi con il principio di cassa

Manca solo un elemento alla formula per calcolare il reddito imponibile: i ricavi. Per ottenerli, devi considerare il principio di cassa e non quello di competenza. Questo vuol dire che valgono solo ricavi e compensi effettivamente incassati nel periodo d’imposta. Per intenderci, un pagamento richiesto a fine 2019 ma ricevuto sul tuo conto corrente a inizio 2020, andrà conteggiato tra i ricavi del 2020.

4. Calcola il reddito imponibile

Una volta individuato il coefficiente corrispondente al tuo codice ATECO e i ricavi dell’anno di riferimento, ti basterà moltiplicarli tra loro e otterrai il tuo reddito imponibile.
Facciamo un esempio: in base al tuo codice ATECO il coefficiente a te applicabile è il 78%. Il tuo guadagno annuo lordo, nel 2019, è stato di 30.000 euro. Il tuo reddito imponibile sarà pari a 23.400 euro (78% * 30.000).

Calcolo dell’imposta da pagare

Una volta scoperto il tuo reddito imponibile, il gioco è fatto. Per calcolare l’imposta ti basterà sottrarre le somme pagate come contributi previdenziali e moltiplicare l’importo così ottenuto per 15% (o 5% se la tua è una nuova attività).

Proseguiamo nel nostro esempio. Sottrai dal reddito imponibile i contributi versati (ipotizziamo 7.500 euro): 23.400 - 7.500 = 15.900. Le tasse che dovrai pagare per un guadagno annuo di 30.000 euro ammonteranno a 2.385 euro (15.900*15%).

Le spese deducibili nel regime forfettario

La tassazione nel regime forfettario è davvero conveniente, vero? Attenzione però: a differenza di altri regimi, questo sistema ti impedisce di dedurre dal reddito le spese che hai sostenuto per svolgere la tua attività. Quindi, se ti stavi chiedendo cosa si può “scaricare” con il regime forfettario, la risposta è: niente. Questo vuol dire che se spendi cifre molto alte per gestire la tua attività, potrebbe convenirti optare per il regime ordinario o semplificato. Se hai questo dubbio ti consigliamo di farti assistere da un commercialista per capire qual è effettivamente l’opzione più conveniente per la tua situazione

Tassazione e spese deducibili per le imprese familiari

In questo caso, l’imposta sostitutiva del 15% è dovuta esclusivamente dal titolare ed è calcolata sul reddito dell’impresa stessa prima dell’imputazione della quota ai familiari; i contributi previdenziali sono deducibili, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, o, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.

Ma c’è un ulteriore vantaggio che potrebbe spettarti se decidessi di optare per il regime forfettario per una nuova attività: un’aliquota ancora più bassa fissata al 5% per ben 5 anni. Nel prossimo capitolo ti sveliamo quali sono i requisiti per ottenere questa ulteriore agevolazione!