Capitolo 4

I vantaggi del forfettario 2020: semplificazioni contabili e fiscali

Dalle semplificazioni sull’IVA a quelle in materia di imposte sui redditi. In questo capitolo scopriremo quali sono i vantaggi del regime forfettario e gli adempimenti per chi lo sceglie.

Autore: Fatture in Cloud

I vantaggi per chi sceglie il forfettario non si limitano ad un’aliquota conveniente: con questo regime fiscale infatti hai diritto anche a una serie di semplificazioni contabili e fiscali. Detta così può sembrarti poca cosa ma, fidati, non lo è.

Innanzitutto risparmierai moltissimo tempo (e se sei un lavoratore autonomo, non dobbiamo certo spiegarti quanto il tempo sia un bene prezioso). Ma non solo. Si ridurranno sensibilmente anche le spese per il commercialista: la gestione contabile di un forfettario non è infatti paragonabile a quella di un regime ordinario. Inoltre, non dovendo applicare l’IVA, sarai più competitivo per le aziende rispetto a chi applica il regime ordinario o semplificato.

Ma andiamo con ordine. Le semplificazioni di cui beneficerai riguardano l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e le imposte sui redditi. Nei prossimi paragrafi ti sveliamo tutti i dettagli!

Le semplificazioni ai fini IVA nel forfettario 2020

Iniziamo con le semplificazioni relative all’IVA. Se applichi il regime forfettario:

  • non devi addebitare l’IVA in fattura ai tuoi clienti, né detrarre l’imposta assolta sugli acquisti.
    Quando stabilisci il prezzo per un tuo lavoro, non dovrai aggiungere l’IVA, come invece deve fare chi è in regime ordinario. Questo può renderti più appetibile agli occhi delle aziende. Il rovescio della medaglia è che non potrai scaricare l’IVA su eventuali acquisti e spese per la tua attività (ricordi? Te ne abbiamo parlato nel capitolo sulla tassazione del forfettario).
  • sei esonerato dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e di presentazione della relativa dichiarazione annuale.
    Questo, tra l’altro, ti consente di risparmiare sull’onorario del commercialista: la gestione del forfettario è molto più snella e, quindi, economica di quella del regime ordinario.
  • non sei tenuto a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti.
    Meno tempo da dedicare a queste attività significa più tempo per lavorare o… per rilassarti!
  • non hai l’obbligo di fatturazione elettronica (a meno che non operi con la pubblica amministrazione).
    Per il momento questo obbligo è “rimandato” in quanto è solo una questione di tempo perchè l’intero sistema paese (e a breve europeo) passi alla fatturazione elettronica.

Eccezioni all’esonero IVA: operazioni intracomunitarie ed estere

Ci sono alcune operazioni per le quali, anche se sei in regime forfettario, hai l’obbligo di assolvimento dell’IVA (resta comunque escluso il diritto di detrazione sulle relative fatture). Ecco quali sono:

  • acquisti intracomunitari: entro la soglia di € 10.000 sarai assoggettato ad imposta nel paese di provenienza; in caso di superamento della soglia di € 10.000 dovrai assolvere l’IVA integrando la fattura emessa dall’operatore comunitario con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta. L’IVA va versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Inoltre devi presentare l’Intrastat, ovvero l’elenco delle operazioni intracomunitarie effettuate.
  • prestazioni di servizi “generiche” di cui all’art. 7-ter ricevute da soggetti esteri (UE o EXTRA-UE). In tal caso dovrai assolvere l’IVA integrando la fattura emessa dall’operatore comunitario con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta. Anche in questo caso, dovrai versare l’IVA entro il 16 del mese successivo a quello dell’operazione;
  • in generale, in tutti i casi in cui il contribuente forfettario deve assolvere l’imposta mediante il reverse charge (un particolare meccanismo che consente di far ricadere gli obblighi IVA sul destinatario della vendita di un bene o sul prestatore di servizio).

Gli adempimenti obbligatori e la fatturazione nel regime forfettario

Ma quindi, eccezioni a parte, se hai il regime forfettario non c’è nessun adempimento obbligatorio? Non è proprio così: purtroppo qualche incombenza c’è anche per te, ma non disperare. Sono solo due gli obblighi imposti a chi opta per il regime agevolato:

  • devi numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • sei tenuto alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi (solo chi vende tabacchi, giornali e carburanti è esonerato). Resta quindi l’obbligo di emettere e conservare la fattura ma, come abbiamo visto, senza l’aggiunta dell’IVA (chi è esonerato dall’emissione della fattura deve comunque rilasciare scontrino o ricevuta fiscale).

Una precisazione relativa alla fatturazione.
Ormai ti è chiaro che, con il forfettario, devi emettere fattura ma senza aggiungere l’IVA all’importo richiesto al cliente. Perché il documento sia in regola, però, devi:

  • Inserire la corretta dicitura prevista per le fatture in regime forfettario. Quello che non può mancare è l’annotazione “operazione senza applicazione dell’IVA” e il riferimento alla relativa normativa “art. 1 comma 58 Legge n. 190/2014”. Ecco un esempio di dicitura corretta:
    “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, l. n. 190 del 2014 così come modificato dalla l. n. 208 del 2015 e dalla l. n. 145 del 2018”.
  • Applicare una marca da bollo da 2€ sulle fatture che superano l’importo di €77,47. Puoi acquistare la marca da bollo in un qualsiasi tabacchi.

Le semplificazioni in materia di imposte sui redditi

Passiamo ora al secondo tipo di semplificazioni che ti spettano se scegli il regime forfettario: quelle relative alle imposte sui redditi. Non solo non dovrai pagare l’IRAP, ma c’è molto di più.

  • Sarai esonerato dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.
    Resta, come abbiamo visto, l’obbligo di conservare documenti ricevuti ed emessi, ma la contabilità in generale sarà molto snella ed economica.
  • Sarai escluso dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale;
    Si tratta di una sorta di autoverifica della propria adeguatezza alle regole del fisco che si sostituisce, dal 2019, agli studi di settore.
  • Non sarai sostituto d’imposta e quindi non dovrai operare le ritenute alla fonte.
    Quindi al professionista che ha svolto un lavoro per te, dovrai pagare l’intero importo senza trattenere somme da versare poi al fisco al suo posto. Attenzione però: nella tua dichiarazione dei redditi dovrai indicare l’importo pagato e il codice fiscale della persona a cui hai fatto il versamento.
  • Non sarai soggetto a ritenuta alla fonte sui tuoi ricavi e compensi.
    Dovrai però segnalare la cosa. Nella fattura, quindi, oltre alla dicitura sull’esenzione IVA di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, dovrai inserire anche una dichiarazione di questo tipo: “operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, l. n. 190 del 2014 e successive modificazioni”.

Se pensi che i vantaggi del forfettario siano finiti, ti sbagli. C’è un’altra importante agevolazione prevista: quella relativa ai contributi INPS. Non tutti però possono usufruirne. Nel prossimo capitolo ti sveliamo quali sono i requisiti che devi avere per pagare meno contributi e come fare per sfruttare questa possibilità.