Capitolo 4.2

Il regime ordinario e il regime semplificato: differenze e dettagli

Optare per il regime ordinario o per il regime semplificato a volte è una libera scelta, altre un obbligo. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche dei due regimi fiscali, quali sono i criteri per orientare la tua scelta e quali sono le situazioni in cui non sarai davanti a un bivio, ma potrai seguire solo una direzione.

Autore: Fatture in Cloud

Il regime ordinario è obbligatorio per le società di capitali e facoltativo per le società di persone e ditte individuali che nell’anno precedente non abbiano conseguito ricavi superiori a:

  • 400.000 €, nel caso di prestazione di servizi;
  • 700.000 €, negli altri casi.

Superati questi limiti il regime ordinario diventa obbligatorio anche per le società di persone. Nel regime ordinario la tassazione viene determinata in maniera progressiva, basandosi sulle aliquote IRPEF previste per quell’anno fiscale. Le aliquote sono stabilite nei seguenti scaglioni:

  • 23% per i redditi fino a 15 mila euro;
  • 27% per redditi compresi tra i 15.001 euro e i 28 mila;
  • 38% per redditi compresi tra i 28.001 e i 55 mila euro;
  • 41% per la fascia di reddito che va da 55.001 e i 75 mila euro;
  • 43% per redditi superiori ai 75 mila euro.

Se, ad esempio, guadagni 20.000 euro all’anno pagherai il 23% di tasse su 15.000 euro e il 27 % sui restanti 5000.

Il regime ordinario è particolarmente indicato nel caso in cui tu abbia molte spese da scaricare e, allo stesso tempo, hai un guadagno netto molto elevato.

Il regime semplificato ha la funzione esclusiva di monitorare l’andamento economico, ovvero i costi e i ricavi che sono di competenza di ogni esercizio. Dopo il forfettario, questo è il regime meno dispendioso, soprattutto in termini di adempimenti burocratici. Vi possono rientrare tutte le imprese individuali e le società di persone se i loro ricavi nell'arco di un anno solare non superano i seguenti limiti:

  • 400.000,00€ per le prestazioni di servizi;
  • 700.000,00€ per tutte le altre attività.

Le nuove imprese che aprono la Partita IVA nel 2019 entrano nel regime contabile semplificato se, al momento dell'istanza per l'attribuzione del numero di partita IVA, viene indicato un volume d’affari presunto che non superi le soglie di ricavi sopra indicate. Se l’impresa svolge più di un’attività, si prenderà in considerazione l’attività prevalente, ovvero quella che produce il maggior ricavo.

I professionisti, invece, non hanno invece alcun limite di ricavi da rispettare per accedere a questo regime.

Gli obblighi dei contribuenti riguardano:

  • Registri IVA: obbligo di registrazione di tutte le fatture di acquisto e cessioni, oneri deducibili ai fini di imposta sui redditi e fuori campo IVA;
  • Registro incassi/pagamenti entro 60 giorni dall'incasso realizzato e dei pagamenti effettuati;
  • Registro dei beni ammortizzabili: non è obbligatorio solo se l’imprenditore è in grado di fornire all’Agenzia delle Entrate gli stessi dati che risulterebbero dalla tenuta del registro stesso;
  • Libro Unico del Lavoro: in caso di dipendenti.

Le ragioni per cui preferire il regime ordinario (o semplificato) sono un fatturato molto alto e/o una percentuale di costi aziendali superiori al 50% del fatturato. Se non è questo il tuo caso, potrebbe convenirti ricorrere al regime forfettario: nel capitolo 4.1 troverai tutte le indicazioni per scoprire se possiedi i requisiti per accedere a questo regime particolarmente conveniente che ti consente anche di evitare l’obbligo di fatturazione elettronica (te ne parleremo nel capitolo 12, dedicato proprio alla fatturazione).

Una volta aperta la partita IVA e individuato il regime più adatto alla tua attività c’è un’ultima cosa da fare: scoprire quanto ti costa effettivamente la partita IVA. Ci saranno da pagare le tasse, certo, ma quante e quali? E poi: sai come devi comportarti riguardo a contributi e assicurazioni? Tranquillo, abbiamo dedicato il prossimo capitolo proprio a questo: ti sveleremo tutto quello che ti serve sapere su tasse, contributi previdenziali e assicurazioni professionali, obbligatorie e non.