Capitolo 2

Scegliere la forma giuridica per la tua attività: società, ditta individuale o libero professionista?

Se hai deciso di aprire la partita IVA per lavorare come freelance, devi prima di tutto individuare la forma giuridica più adatta alla tua attività: società, ditta individuale o libero professionista? In questo capitolo ti spiegheremo le caratteristiche principali di queste tre forme giuridiche.

Autore: Fatture in Cloud

Dalla scelta della forma giuridica della tua attività dipende il regime fiscale e contabile da applicare. In parole povere: una scelta mal ponderata potrebbe costarti molto in tasse e contributi. Le possibilità a tua disposizione sono tre: la società (di capitali o di persone), la ditta individuale e la libera professione. Ti anticipiamo che l’opzione più snella ed economica è sicuramente l’ultima, ma non sempre è possibile o conveniente sceglierla.

Aprire una società di capitali o di persone: cosa vuol dire e quando conviene

Questa è la scelta più costosa in termini di tempo e denaro. L’apertura e la gestione di una società infatti richiedono iter burocratici molto complessi, spese più alte per l’assistenza di un commercialista e incidono molto anche su tasse e contributi da versare.

Nonostante questo, in alcuni casi, potrebbe essere conveniente o necessario ricorrere a questa forma giuridica. È importante però scegliere la tipologia giusta tra le due disponibili: le società di capitali e le società di persone. Vediamo quali sono le loro caratteristiche principali.

Società di capitali. È la forma giuridica assunta per lo più da imprese di medie e grandi dimensioni. Richiede di solito un’attività già ben avviata, collaboratori da coinvolgere e un buon capitale iniziale su cui contare. È sicuramente l’opzione più complessa a livello burocratico e amministrativo.

Ne esistono quattro tipi:

  • le società per azioni (SPA);
  • le società in accomandita per azioni (SAPA);
  • le società a responsabilità limitata (SRL);
  • le società a responsabilità limitata semplificata (SRLS).

Tra queste, la società a responsabilità limitata semplificata è la più indicata per un freelance: più semplice da gestire, meno costosa e può essere a socio unico. Ecco i principali pro e contro:

Pro Contro
  • assenza di spese notarili per l’avvio;
  • bassi costi iniziali*;
  • non vi sono costi notarili;
  • capitale sociale tra 1€ e 9.999€;
  • i soci non rischiano il patrimonio personale;
  • può essere unipersonale.
 
  • ha gli stessi costi di gestione di una srl ordinaria;
  • i soci non possono essere persone giuridiche;
  • difficoltà di accesso ai finanziamenti a causa della responsabilità limitata e del basso capitale sociale.  

*200€ per il Diritto annuale, 200€ per l’Imposta di Registro, 309,87€ per la tassa di concessione governativa, marche da bollo da 16€ per ogni 100 pagine di libro sociale e 25€ a libro di diritti di segreteria per il servizio di vidimazione.

Società di persone. Sono chiamate così perché prevale l'elemento soggettivo (i soci) rispetto al capitale. Apertura e gestione sono meno complesse rispetto alle società di capitali, ma resta comunque una scelta impegnativa, soprattutto per chi è agli inizi. Inoltre tieni presente che puoi ricorrervi solo se sono presenti più soci.

Ne esistono tre tipi:

  • società semplici (S.s.);
  • società in nome collettivo (S.n.c.);
  • società in accomandita semplice (S.a.s).
Pro Contro
  • costi di avvio e gestione ridotti;
  • i soci versano imposte in base alla partecipazione all’utile;
  • non ci sono limiti minimi di capitale sociale  
  • responsabilità illimitata e solidale;
  • possibili problemi tra soci;
  • contributi INPS fissi;

 

Impresa individuale o libera professione: quale scegliere?

Libera professione e ditta individuale sono le opzioni più economiche a disposizione del freelance. La scelta tra le due dipende dal tipo di attività che vuoi avviare.

  • Per le attività di impresa (artigiani e commercianti) la scelta dovrà ricadere sulla ditta individuale.
  • Se la tua è un’attività di lavoro autonomo intellettuale (ad esempio notaio, avvocato, artista, scrittore ecc.) potrai qualificarti come libero professionista.

La principale differenza tra le due opzioni riguarda l’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese a cui sono tenute solo le ditte individuali. Il libero professionista, invece, deve iscriversi al proprio albo di appartenenza (se non esiste un albo per la tua professione, tanto meglio: viene meno anche l’obbligo di iscrizione). Altra importante differenza riguarda i contributi previdenziali da versare all’INPS: per le ditte individuali è previsto un importo fisso, mentre se sei un freelance libero professionista verserai un importo proporzionale alle tue entrate. Per approfondire questo tema leggi i capitoli dedicati ai contributi previdenziali: gestione separata e casse previdenziali.
Passiamo ora ad analizzare più nel dettaglio le caratteristiche di queste due forme di attività.

Ditta individuale. È un’impresa di proprietà di un’unica persona con il ruolo di imprenditore, che promuove e organizza tutte le attività e ne è responsabile. È una forma giuridica più semplice della società, facile da avviare e meno costosa. È consigliabile aprire una ditta individuale quando vuoi avviare una nuova attività per la quale:

  • prevedi (almeno inizialmente) un basso volume di affari;
  • non hai possibilità di fare un investimento iniziale;
  • non prevedi l’ingresso di altri soci nel breve/medio termine.
Pro Contro
  • basta l’iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato;
  • spese ridotte per il suo avvio;
  • minori oneri amministrativi;
  • non hai l’obbligo di bilancio.
  • in caso di debiti risponderesti con tutto il tuo patrimonio personale;
  • tassazione crescente proporzionalmente sui profitti;
  • sei l’unico responsabile dell’attività.

 

Libero professionista. È colui che presta un servizio a contenuto intellettuale, dietro pagamento di un corrispettivo, senza vincoli di subordinazione nei confronti del committente. I liberi professionisti si suddividono in:

  • liberi professionisti con albo di appartenenza (giornalisti, notai, medici, ecc.). Per esercitare la loro attività devono necessariamente ottenere l’abilitazione di categoria e iscriversi al relativo albo.
  • liberi professionisti senza albo (consulenti d’azienda, grafici, copywriter ecc.).

Una volta scelta la forma più adatta alla tua attività da freelance, non ti resta che aprire la partita iva. Se non sai da dove cominciare, niente paura! Nel prossimo capitolo ti spiegheremo qual è la procedura e quanto costa aprire la partita IVA.