La ripartenza secondo le Micro Imprese: scopri lo studio

 Capitolo 1

Cosa è il lavoro freelance, quali sono i vantaggi e gli ostacoli in Italia

Partiamo dalle basi: cosa significa “freelance” e cosa vuol dire essere un freelance in Italia. Numeri, vantaggi e ostacoli di questa professione.

Autore: Fatture in Cloud

Cosa significa freelance e perché tutti conosciamo almeno un/a “impiegato/a presso me stesso/a”

Il Freelance è un lavoratore indipendente che offre le sue prestazioni a società, organizzazioni o privati. Negli ultimi anni questa figura si è fatta sempre più spazio nel mondo del lavoro: le aziende ricorrono a un libero professionista quando non hanno determinate competenze al loro interno o quando hanno bisogno di una competenza spot. I privati preferiscono sempre più spesso il freelance alle grandi società, per ottenere servizi più rapidi e personalizzati. Altra spinta alla diffusione di questa figura professionale, in Italia, viene dal mondo legislativo: l’approvazione di leggi su regimi fiscali agevolati e tutele specifiche hanno reso sempre più allettante diventare freelance. Non illuderti però, non è tutto rose e fiori: qualche ostacolo c’è ed è bene che tu non ti faccia trovare impreparato. Ma niente paura, sei nel posto giusto: al termine di questa guida il mondo dei freelance non avrà più segreti per te!

Freelance in Italia: le ragioni del primato

Ma quindi, quanti freelance ci sono in Italia? L’Italia conta oltre 5 milioni di lavoratori autonomi, secondo l’elaborazione della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Eurostat del 2018. È il valore più alto dell’Eurozona, superiore anche a Regno Unito (4,7 milioni) e Germania (4 milioni). Un primato indiscusso, che l’Italia vanta da sempre, sebbene nell’ultimo decennio siano calati i lavoratori autonomi (-5,14% tra 2009 e 2018) e aumentati i dipendenti (+5,08%).

Difficile individuare tutte le ragioni del primato di Freelance in Italia. L’evoluzione della tecnologia ha un peso decisamente rilevante. Ma ci sono altri 2 motivi fondamentali.

  • Dal punto di vista fiscale e burocratico le cose stanno cambiando: aprire partita IVA non è più un’attività complessa e dispendiosa, riservata a società o professionisti affermati. Tutto questo grazie agli interventi legislativi che, negli ultimi anni, hanno mostrato una certa attenzione nei confronti di questa categoria. L’introduzione del regime dei minimi, prima, e del regime forfettario, poi, ha consentito anche a chi è alle prime armi di avviare un’attività da freelance senza rischiare la bancarotta.
  • Nel 2017 (il 14 giugno) è entrato in vigore il Jobs Act per i lavoratori autonomi, che mira a costruire tutele maggiori per i lavoratori indipendenti e coinvolge tutti i titolari di Partita IVA senza Albo di riferimento e gli iscritti agli ordini professionali. Tra le molte novità sono da segnalare sicuramente le nuove disposizioni in materia di deducibilità dei corsi di formazione e delle spese di vitto e alloggio.

I vantaggi del lavoro da freelance

Il Freelance lavora per molte aziende, ma non è dipendente di nessuna. Questo comporta una grande quantità di vantaggi spesso molto invidiati dal classico lavoratore dipendente:

  • Non ci sono orari né sedi. Mai più sveglia all’alba o ore nel traffico per andare in ufficio. Se hai scelto di diventare un freelance sarai tu a decidere a che ora iniziare a lavorare e a che ora staccare. Potrai decidere di non avere un ufficio e lavorare comodamente da casa.
  • Minori spese quotidiane. L’assenza di sede e di orari hanno un impatto positivo anche sulle tue finanze. Le spese di trasporto saranno praticamente azzerate, quelle per il pranzo saranno molto meno ingenti.
  • Ferie autogestite. Non dovrai più rispettare il piano ferie aziendale né consultare colleghi e datore di lavoro per prenotare le tue vacanze. Se ti va di partire, parti!
  • Guadagni potenzialmente molto alti. Se le cose vanno particolarmente bene, potresti avere uno stipendio che un lavoratore dipendente può solo sognare.
  • Crescita personale e professionale. Tutto quello che investi nella tua attività, è un investimento su te stesso e tutto quello che otterrai sarà solo merito tuo. Questa consapevolezza ti riempirà di stimoli e ti spingerà a migliorarti professionalmente e personalmente.

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Gli ostacoli da superare

Lavorare come freelance significa anche che incontrerai degli ostacoli sul tuo cammino. Praticamente tutti i vantaggi di cui abbiamo appena parlato hanno un potenziale risvolto negativo:

  • Non si stacca mai la spina. Se sei un freelance la tua attività non si ferma mai: anche quando sarai in vacanza, una parte della tua mente continuerà a pensare a scadenze, consegne, fatture ecc.
  • Più responsabilità. Se non rispetti una consegna, la responsabilità ricadrà completamente sulle tue spalle. Non ci sarà un team con cui condividerla o un referente a coprirti le spalle.
  • Niente stipendio fisso. Dovrai abituarti ad avere entrate altalenanti: ci saranno mesi con stipendi da sogno, ma potrebbero essercene altri in cui guadagnerai poco o niente. È importante quindi che impari una diversa gestione delle entrate, in modo da non rimanere mai scoperto.
  • Investimento iniziale. Dovrai affrontare tutte le spese iniziali per avviare la tua attività da freelance: se qualcosa va male, avrai perso tempo e denaro.
  • Totale autogestione contabile e amministrativa. Niente busta paga, nessuna segreteria amministrativa a cui chiedere aiuto. Sarai l’amministratore e il contabile di te stesso.

Non ti diciamo tutto questo per scoraggiarti, anzi! Conoscere le difficoltà da superare è il primo passo per il successo. Quindi, rimboccati le maniche e prosegui nella lettura: in questa guida scoprirai come superare tutti gli ostacoli di chi lavora come freelance.

Andiamo quindi alla lezione numero 1: scegliere la forma giuridica più adatta alla tua attività. Società, ditta individuale o libero professionista? Niente panico, nel prossimo capitolo ti sveliamo tutto.