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 Capitolo 5

Pensioni, casse previdenziali e assicurazioni professionali

Chi intraprende la strada della libera professione dovrà sicuramente tener conto di questi tre argomenti complessi, che negli ultimi anni hanno subito diverse modifiche.

Autore: Fatture in Cloud

Il mondo dei liberi professionisti è in continua evoluzione e questo comporta un costante aggiornamento sotto tutti i punti di vista.

Negli ultimi anni si sono registrate molteplici variazioni legislative in merito alle tutele pensionistiche, l'iscrizione alle casse previdenziali e agli obblighi assicurativi. Facciamo un po' di chiarezza in merito.

  • Pensione libero professionista
  • Casse previdenziali
  • Assicurazioni professionali

Pensione libero professionista

Con la legge 335 del 1995 tutti i titolari di Partita IVA che non fanno parte di un ordine professionale (e quindi non hanno una cassa professionale) hanno l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS.

Questa riforma mira a tutelare i lavoratori autonomi e parasubordinati, collaboratori a progetto e co.co.co., professionisti senza ordini e casse private e professionisti con attività non iscrivibile ad altre gestioni come ad esempio gli sviluppatori web, i grafici, i venditori porta a porta piuttosto che i medici con contratto di formazione.

Le prestazioni pensionistiche della gestione separata sono le medesime prestazioni riconosciute dai fondi pensione obbligatori, sia dirette (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità) che indirette (pensione di reversibilità e pensione indiretta). La gestione eroga inoltre anche la pensione supplementare e il supplemento di pensione.

Per accedere alla gestione separata Inps i requisiti sono gli stessi dei lavoratori dipendenti (Circolare Inps 35/2012). La differenza sostanziale risiede nel fatto che, siccome la gestione separata è entrata in vigore dopo il 1995, sia il sistema di calcolo delle prestazioni che quello dei requisiti d’accesso, sono quelli vigenti per i lavoratori iscritti successivamente al 31 dicembre 1995, circostanza che preclude la possibilità di conseguire l’integrazione al trattamento minimo sull’assegno.

Per il 2017 la pensione di vecchiaia nella gestione separata la si ottiene a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 66 anni e 1 mese per le donne, unitamente a 20 anni di contributi. Per la pensione anticipata le donne devono aver maturato 41 anni e 10 mesi di contributi mentre gli uomini devono raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi.

Con la Legge di Bilancio 2017 e nello specifico con la Circolare n. 21 del 31 gennaio 2017, sono state aggiornate sia le aliquote gestione separata, che gli importi di riferimento per la contribuzione: per i professionisti con partita IVA l’aliquota è del 25% alla quale va sommata l’aliquota aggiuntiva dello 0.72%. Discorso diverso per i collaboratori e le figure assimilate le quali hanno un’aliquota contributiva del 32% più l’aliquota aggiuntiva.

In entrambe le situazioni, se il contribuente è anche titolare di pensione o di un altra tutela pensionistica obbligatoria, ha il diritto all’aliquota ridotta del 24%.

Il reddito massimo al quale verranno applicate le suddette imposte ammonta a € 100.324; il reddito minimo resta invece invariato a € 15.548. Pertanto gli iscritti ai quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.731,52; mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari a:

  • € 3.998,95 (di cui € 3.887 ai fini pensionistici) per i liberi professionisti che applicano l’aliquota del 25,75%;
  • € 5.087,31 (di cui € 4.975,36 ai fini pensionistici) per i collaboratori e figure assimilate che applicano l’aliquota al 32,72%.

Come iscriversi alla gestione separata Inps?

Per l’iscrizione alla gestione separata è necessario scaricare dal portale dell’INPS il modello SC04, compilarlo con dati anagrafici, data inizio attività e tipologia di attività (professionista, collaboratore o altra attività). Una volta compilato, il modulo può essere consegnato esclusivamente attraverso:

  • Portale web dell’INPS;
  • Contact Center Multicanale – numero verde 803164;
  • Intermediari dell’Istituto – attraverso i relativi servizi telematici.

Per gli iscritti alla gestione separata che possiedono contributi versati in altre casse si può ottenere la somma gratuita degli stessi grazie alla totalizzazione. Con essa è possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia, con 65 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi, previa attesa di una finestra di 18 mesi;
  • la pensione di anzianità, con 40 anni e 7 mesi di contributi (esclusi i periodi di disoccupazione e malattia), previa attesa di una finestra di 21 mesi.

Inoltre è possibile, tramite la facoltà di computo, far confluire i contributi posseduti in altre gestioni (ad esclusione delle casse professionali) nella gestione separata. In questo modo è possibile ottenere un’unica pensione. Per fare questo è necessario:

  • possesso di meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • possesso di almeno 5 anni di contributi versati dal 1996 in poi.

La Cancellazione dalla gestione separata Inps ad oggi è pressoché inutile in quanto l’iscrizione a questa cassa non comporta il pagamento di nessun contributo fisso, ed inoltre non è prevista nessuna procedura telematica per effettuare la cancellazione.


Casse previdenziali

Come libero professionista hai la possibilità di iscriverti ad una Cassa previdenziale che rappresenta la tua professione. Tale iscrizione è possibile se si è sostenuto l’esame di stato per l’iscrizione all’Albo di interesse.

Se non svolgi invece un’attività rappresentata da una Cassa autonoma dovrai iscriverti obbligatoriamente alla Gestione separata dell’INPS: un fondo pensionistico nato con la riforma Dini che viene finanziato dai contributi previdenziali dei lavoratori assicurati. Come professionista, con la gestione separata, dovrai provvedere da solo al versamento dei contributi tramite F24, calcolando la differenza tra ricavi e costi deducibili derivanti dalla tua attività. Sul risultato di tale calcolo verranno poi applicate le aliquota stabilite ogni anno dall’INPS.

Cos’è e a cosa serve la Cassa previdenziale?

E’ un ente che ha il compito di riscuotere e gestire i contributi versati dai propri iscritti. Dal punto di vista previdenziale corrisponde le pensioni, dal punto di vista assistenziale si occupa invece del pagamento di prestazioni finalizzate al sostegno degli iscritti come assegni familiari e di disoccupazione oppure della copertura sanitaria del professionista e della sua famiglia.

Quanti e quali sono i contributi da versare?

Di norma si è tenuti a versare il “Contributo soggettivo” che varia a seconda del proprio reddito. Si aggiunge il “Contributo integrativo” che, di importo inferiore, va inserito in ogni fattura e viene versata dal cliente. Diverse Casse forniscono anche la possibilità di versare il “Contributo di maternità” che, come si intuisce, fornisce un’indennità alle lavoratrici autonome in caso di nascita di un figlio.

Quali sono le principali Casse previdenziali?

Di seguito ti forniamo l’elenco delle principali Casse:

  • Cassa nazionale del Notariato (CN)
  • Cassa Forense o Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (CNAAP)
  • Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (CNPAG)
  • Cassa Ragionieri e Periti Commerciali
  • Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti (CNPADC)
  • Cassa Biologi (ENPAB) - Cassa Consulenti del Lavoro (ENPACL)
  • Cassa dei Farmacisti (ENPAF) - Cassa Agrotecnici e Periti Agrari (ENPAIA)
  • Cassa Medici (ENPAM) - Cassa Psicologi (ENPAP)
  • Cassa Veterinari (ENPAV)
  • Cassa Dottori Agronomi, Forestali, Attuari, Chimici, Geologi (EPAP)
  • Cassa Periti Industriali (EPPI) - Cassa Ingegneri e Architetti (INARCASSA)
  • Cassa Giornalisti e Liberi Professionisti (INPGI)
  • Cassa Infermieri, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia (ENPAPI)
  • Fondo Previdenza Spedizionieri Doganali (FASC)
  • Enasarco


Assicurazioni professionali: RC obbligatoria, costi e sanzioni

Il bello dell’essere freelance è quello di essere in proprio e di non dipendere da nessuno, ma questo significa anche preoccuparti da solo delle assicurazioni professionali.

Le assicurazioni sono obbligatorie (obbligo sancito dal D.P.R. 137/2012) solo per i liberi professionisti iscritti ad un albo; per loro la violazione del disposto normativo costituisce un illecito disciplinare e non più solo deontologico. Chi non ha una polizza professionale incorre in sanzioni che possono essere la censura, la sospensione per un periodo di tempo inferiore ai due anni e la radiazione dall’albo.

Per i lavoratori autonomi non esiste nessun obbligo nella stipula delle assicurazioni, a te la scelta!

Se sei stato attento, però, ti ho parlato “delle” assicurazioni, perché ne hai bisogno di più di una! Se ti ammali (speriamo di no) cosa accade? Nulla, se hai un’assicurazione sanitaria.

Ma non basta, quando andrai in pensione sarai senza pensieri e con tanta voglia di divertirti, per questo dovrai sottoscrivere un piano pensionistico, per divertirti! Ricorda, ci sono soltanto due uomini perfetti: uno è morto e l’altro non è mai nato, non rientrando in nessuna delle categorie anche tu sbaglierai e per questo un’assicurazione che copra le spese legali è molto importante.

A questo punto ti starai chiedendo quale polizza professionale scegliere, ecco alcuni consigli:

  • Analizza con cura quali rischi sono coperti e quali esclusi, ti potresti rendere conto che stai stipulando una polizza troppo limitata e correresti il rischio di ritrovarti scoperto in determinate situazioni. Minore è la casistica dei casi esclusi, meglio è per te;
  • Verifica se la polizza copre la colpa grave, ovvero l’evento più rischioso in termini economici e di entità di danno;
  • Quando compili il questionario allegato al contratto della polizza non dire le bugie! Dichiarando il falso dai la possibilità alla compagnia di impugnare il questionario e non pagarti il premio, e questo a noi non piace;
  • Valuta la franchigia, ovvero quella parte che sarà a tuo carico; più è bassa meglio è per te. Ci sono anche polizze a franchigia zero che potrebbero essere molto vantaggiose;
  • Scegli un massimale idoneo al tuo tipo di attività. Il massimale è l’importo massimo che la compagnia pagherà. Senza offesa per nessuno ma l’assicurazione di un medico è diversa da quella di un grafico, quindi scegli un massimale proporzionato alla tua attività;
  • Le spese legali… prestate molta attenzione a questa voce. Spesso ci si aspetta che dietro questa dicitura la compagnia copra le spese legali di un eventuale processo. Non è sempre così, molte volte la compagnia assicurativa non garantisce la copertura delle spese legali, ma garantisce a sé stessa la scelta di sostituirsi o meno al proprio assicurato nel procedimento penale che lo interessa. Il perché è semplice da capire: dall’esito del procedimento penale spesso deriva la quantificazione del risarcimento in sede civile, che è la stessa compagnia a dover sborsare. Quindi, a meno che sul contratto non sia scritto diversamente, per “Spese Legali” non si intende che l’assicurazione copra tutte le spese per avvocato e consulenti tecnici, ma semplicemente che può decidere se subentrare o meno nel procedimento a tuo carico;
  • Verifica che sia presente la clausola retroattività e garanzia postuma; con la prima sarai coperto anche per eventi avvenuti prima della stipula della polizza; ma fai attenzione, molte polizze prevedono un periodo massimo di retroattività. Con la garanzia postuma invece, sarai protetto anche negli anni successivi alla scadenza della polizza, quando sarai in pensione… e ti starai divertendo!

Come avrai notato nell’elenco non è presente nessuna voce sul prezzo, è una scelta voluta perché spesso si sceglie l'assicurazione professionale in base ad esso tralasciando il resto. A cosa serve una polizza che costa poco, ma che non ti fornisce le giuste coperture?

Per questo ti consigliamo di valutarlo alla fine, dopo aver analizzato tutti gli aspetti che maggiormente ti interessano, aver letto tutte le eventuali limitazioni di copertura e le clausole.

I prezzi variano molto in base all’attività svolta e alla completezza della polizza; il rischio stimato varia da professione a professione, ad esempio occorrono dai 1000 ai 3000 € annui per un commercialista o un avvocato, addirittura 19000 € per un chirurgo di alta specializzazione ma anche 350 € per uno psicologo.

Il mercato delle assicurazioni ad oggi ti propone molteplici soluzioni sia rivolgendosi ai portali web, sia affidandosi al tradizionale canale di collocamento per mezzo di intermediari quali broker o agenti assicurativi.

Ora che hai tutti gli elementi, confronta le polizze migliori per la tua attività e ovviamente, solo dopo considera il fattore prezzo!